«La politica come passione»
PAVIA. Siamo al dunque. Non solo per il centrosinistra che si candida alla guida del Paese, ma anche e in particolare per quei politici locali che, a loro volta, si candidano per dare un contributo. Tra questi Daniele Bosone. Presidente dell'Asm Spa, ex-assessore comunale ai Lavori pubblici e alla Mobilità, segretario provinciale della Margherita. E' stata, per lui, una dura lotta con l'obiettivo di strappare un posto al sole, molto incerta fino all'ultimo minuto, ma alla fine ha ottenuto una sesta posizione nella lista della Margherita al Senato, ossia ottime possibiltà d'essere eletto.
Insomma, Bosone, lei ha ottime speranze.
«E' una 6ª posizione, ma di fatto è una 5ª perché Tiziano Treu, che è capolista, sceglierà un altro collegio di elettorale. Per quello che riguarda Pavia, comunque, possiamo dire che il centrosinistra, sia come singoli partiti per il Senato, sia come coalizione dell'Ulivo alla Camera, è riuscito ad avere i propri candidati in buona posizione».
Lei ha 43 anni. E' vero che non è nuovo alla politica, ma certo il seggio romano le cambierà la vita. Un passo decisivo: è facile immaginare che ci abbia riflettuto parecchio. Dovrà rinunciare alla sua professione di medico.
«Si, ci ho pensato molto. Prima di tutto perché ho famiglia e poi, come ha detto, perché ho una professione che amo e che se possibile vorrei continuare ad esercitare. Non è facile smettere, in particolare per i pazienti che magari sono anni e anni che si seguono... Ma la politica è una passione, almeno lo è per me, alla quale è difficile rinunciare. E a un certo punto si arriva a passi decisivi, appunto passi che sono destinati a cambiarti la vita. Credo, inoltre, senza retorica, che sia anche nostro dovere partecipare a questo momento decisivo per la vita del nostro Paese e del nostro partito».
Lei ha fatto una carriera politica sempre in posti di potere, almeno negli ultimi dieci anni: assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità al Comune di Pavia, presidente dell'Asm nella fase del grande cambiamento, segretario provinciale del Ppi e poi della Margherita. Molti amici, ma anche qualche dolorosa spaccatura, se ricordiamo bene.
«Una in particolare, purtroppo... Ma la politica è anche diversità di opinioni, confronto anche aspro ma sempre corretto, e alla fine prevale una posizione rispetto ad un'altra. E spesso non si riescono a interpretare le richieste e le idee di tutti. Si deve scegliere: e può essere doloroso farlo».
Se sarà eletto, non potrà ovviamente occuparsi come ha fatto fino ad ora dell'Asm, proprio in una fase di trasformazione aziendale decisiva; e del suo partito, che sarà orfano e probabilmente in preda alle correnti interne.
«Auspico, in caso di elezione, che le scelte di chi dovrà prendere il mio posto in Asm e alla segreteria provinciale avvengano con il buon senso. Ma dovranno anche essere ragionate: per capirci, non si potrà decidere tanto per dare il contentino a qualcuno... Richiederanno, dunque, il buon senso di cui dicevo e molta attenzione».
Questo sistema elettorale allontana la gente della politica. Quando sarà eletto si allontanerà anche lei? Sarà uno di quei politici, e non sono mancati, tutti dediti alla politica romana?
«Su questo posso fare una promessa che poi potrete verificare: sarò vicino al territorio, sarò un parlamentare di Pavia a Roma. D'altro canto, sono nato lavorando sul territorio, non sono uno 'paracadutato" al Senato: nel 1983 facevo il consigliere di quartiere... Credo di aver scalato con pazienza ed esperienza i vertici della politica locale».
Insomma, pensa di rappresentare bene Pavia.
«Si. Ne sono convinto. Al punto che suggerisco, almeno agli elettori dell'Ulivo, di votare Margherita al Senato. Anche ai Ds: perché con Zucchi alla Camera un rappresentante la provincia l'avrà, manca al Senato. Se sarò eletto io, avremo una rappresentanza completa. Insomma, un elettore del centrosinistra di Pavia deve chiedersi: meglio eleggere un parlamentare del proprio partito, ma non pavese, o uno della Margherita, ossia io, pavese?».
Campagna elettorale poco eccitante a livello locale. Ma a maggio ci rifaremo con le elezioni provinciali. Dunque, sarà scontro tra Vittorio Poma e Andrea Albergati: che ne pensa?
«Intanto dico che se il centrosinistra vincerà a livello nazionale sarà più semplice la sfida provinciale. Dico, anche, che Andrea Albergati è un ottimo, eccellente candidato, la persona giusta per guidare l'amministrazione provinciale. E poi è stato un ottimo sindaco: sarà un ottimo presidente».