Il Pavia? Aspetta Ceccarelli

PAVIA. Briglie sciolte alla fantasia per vincere le paure. Il Pavia dopo un lunga rincorsa fatta di 10 punti nelle ultime quattro partite, si è riportato a ridosso della zona play off. Ora però è chiamato a dover superare un ostacolo impegnativo, cercando di imporsi su un campo irto d'insidie come Ravenna. Gli azzurri peraltro in trasferta quest'anno spesso hanno fatto fatica, denunciando limiti sul piano caratteriale. Per cercare di invertire la tendenza la squadra potrebbe puntare sui giocatori più tecnici ed imprevedibili. Mancando per squalifica Paolo Rossi, il compito di scompaginare i piani dei romagnoli toccherà a Luca Ceccarelli. Un esterno estroso il cui impiego stabile nel suo ruolo naturale, insieme agli altri accorgimenti adottati in seguito al passaggio dal 3-5-2 al 4-4-2, è coinciso con la risalita della china del Pavia. Anche se Luca, lo pensano un po' tutti, può dare di più.
Ceccarelli, cosa ha detto la gara con la Pro Sesto?
«Che stiamo bene, sia dal punto di vista mentale che fisico. Peccato per l'approccio sbagliato e il gol subito dopo pochi minuti, che hanno complicato la partita. Nella ripresa però non c'è stata storia, anche se il 4-1 finale è troppo pesante per i milanesi».
Non è arrivato però il gol da dedicare alla sua fidanzata, che le aveva fatto gli auguri per il compleanno sul nostro giornale...
«In effetti mi è bruciato tanto non segnare. E' stato un bel gesto il suo, anche se non mi ha portato fortuna. Nel finale di gara con la Pro Sesto per la verità ci tenevo di più però a mandare in rete Pietranera. Si impegna tantissimo in allenamento, è un gran attaccante ma per problemi fisici fatica a trovare spazio. Mi sarebbe piaciuto aiutarlo».
Dunque si è rassegnato all'idea di fare solo assist, come le suggerisce Ciullo.
«No. Sogno una rete col Ravenna. Per me, cesenate doc, varrebbe il doppio. A patto però che serva a far vincere il Pavia. Quanto a Ciullo, lui è un esperto in fatto di gol e domenica sera gli ho chiesto di darmi qualche ripetizione».
Come vede il suo derby personale con il Ravenna?
«E' una partita che sento parecchio, anche perché mi verranno a seguire tanti amici. Sarà dura ma possiamo vincere e compiere un ulteriore passo verso i play off».
Il Ravenna, ormai pare certo, riavrà i tre punti per la vittoria a tavolino sul Genoa. Potrebbe incidere sul match di domenica?
«Si. Io però vado controcorrente rispetto all'opinione comune. Meglio affrontare una squadra con tre punti in più. Cosi avranno meno l'acqua alla gola e potrebbe essere più semplice batterli».
Perché il Pavia stenta spesso in trasferta?
«In casa scendiamo in campo con la convinzione di fare noi la partita mentre fuori a volte subiamo l'intraprendenza altrui. Neppure noi però riusciamo a capire il motivo».
Lei è tornato a Pavia da due mesi. Che idea si è fatto di questa squadra?
«Positiva. E' molto cambiata rispetto a quella dello scorso anno ma il potenziale è lo stesso. Questa peraltro è anche più esperta».
Sul piano tecnico, lei però pareva trovarsi meglio lo scorso anno. Concorda?
«Si. Questo perché la squadra della scorsa stagione giocava molto sulle fasce mentre adesso si tende ad andare più per vie centrali. Inoltre avendo un centravanti di peso come Veronese si è portati a cercare lui mentre l'anno passato la palla veniva spesso lanciata negli spazi vuoti e stava a me, Ciullo, Zizzari e Cardamone andarla a prendere. Quel tipo di gioco esaltava le mie caratteristiche».
Per questo finora il suo rendimento non è stato ottimale?
«Si, ma la colpa è anche mia. Devo abituarmi al nuovo sistema, imparando i movimenti e inducendo i compagni a servirmi. E poi in generale devo crescere sul piano tattico. A volte in campo mi perdo. Per questo sui calci piazzati contro non vado a marcare alcun avversario, per evitare di fare danni».
Il suo è un prestito con diritto di riscatto a favore del Pavia. Rimarrà qui anche il prossimo anno?
«Vediamo. Non nego che il mio sogno sarebbe diventare un giocatore importante per il Cesena, visto che è la squadra della mia città e li ho fatto tutto il settore giovanile. Dovessi però capire che non puntano su di me sarei ben felice di restare a Pavia».
Michele Lanati