Fasano, sferzata ai milanesi
PAVIA. Una bella scorpacciata: dopo aver digiunato a lungo in questo girone di ritorno, il Pavia infila la bellezza di quattro gol, spegnendo le speranze della Pro Sesto targata Vincenzi, che era passata in vantaggio in avvio con il rigore di Sansovini. E sono tutti gol su palle inattive: la punizione di Fasano, i penalty di Chianese e Veronese, il colpo di testa di Gorini sull'angolo di Sciaccaluga. Il Pavia torna cosi a usare la sua arma letale, che era stata spesso decisiva nell'andata. Ma quello che è piaciuto di più è stata la reazione al gol subito a freddo. Il Pavia ha battuto la stanchezza, mantenendo la calma e colpendo al momento giusto: è la terza vittoria in rimonta del campionato, dopo quelle con la Salernitana e a Novara. Senza dimenticare i quattro pareggi ottenuti dopo essere andato sotto. Insomma: questa squadra ha carattere. Dote fondamentale per affrontare il rovente finale di stagione.
Fa un po' tristezza vedere il Fortunati più vuoto che pieno, soprattutto se si ha davanti agli occhi della memoria la splendida cornice di pubblico di Pavia-Genoa. Ma chi c'è fa sentire la sua voce. Peccato che i giocatori del Pavia all'inizio siano un po' «sordi». Dopo aver sfiorato il gol al 1' con Ceccarelli, che di testa spedisce fuori da ottima posizione sull'imbeccata su punizione di Sciaccaluga, la squadra di Torresani si fa irretire dalla Pro Sesto, schierata con un 4-3-2-1 che infastidisce: pressing e contropiede. In realtà il gol è frutto di una errato posizionamento di Casazza, che pensa a un cross al centro. Sansovini calcia la punizione, poco oltre il vertice sinistro dell'area, in porta. La palla sfiorata da Casazza tocca la traversa e Battaglia contrasta fallosamente Beccegato, che si appresta a segnare. Prima ammonizione stagionale per il difensore e Sansovini si conferma preciso dal dischetto. La situazione rischia di precipitare quando al 28' Sansovini scatta sull'out sinistro e crossa, Bifini è solo al centro dell'area, ma calcia male di controbalzo e la palla esce. I milanesi spezzano continuamente il gioco con i falli sistematici, offrendo però tante chance agli avversari. Su una di questi Fasano, al 31', cambia il volto alla partita: il tiro sull'appoggio di Sciaccaluga supera la barriera e si infila nell'angolo basso, alla sinistra di un colpevole Borghetto. Il portiere invece è bravissimo al 40', quando da posizione analoga l'esterno sinistro cerca il bis. Devia il tiro a mezz'altezza sopra la traversa. Il Pavia chiude il tempo in crescendo: al 41' Rossi, servito di testa da Veronese, calcia fuori.
A inizio ripresa il Pavia mette la freccia. Sciaccaluga batte immediatamente una punizione a metà campo, Chianese brucia sul tempo Giaretta e il portiere, che lo mette giù. Lo stesso attaccante napoletano infila Borghetto come nel match d'andata, spiazzandolo. Sansovini al 12' non sa approfittare dell'incertezza difensiva del Pavia sul taglio dalle retrovie e Casazza gli sottrae la palla in uscita. I milanesi producono il massimo sforzo (due angoli consecutivi), ma sono puniti in contropiede. Veronese lancia Chianese, marcato da Beccegato: il difensore si oppone con le mani alla girata della punta e l'arbitro indica per la terza volta il dischetto. Impeccabile anche l'esecuzione di Veronese, che cosi raggiunge quota 10. La partita è di fatto finita, ma c'è tempo per alcune azioni spettacolari. Su tutte quella del 34', con Chianese che fa una magia a sinistra. Si libera di due uomini e mette al centro: finta di Ceccarelli e tiro a colpo sicuro di Rossi, sul quale è bravo Borghetto. E' destino che si segni solo su calcio da fermo: chiude la festa Gorini di testa su angolo di Sciaccaluga.