La Margherita punta al voto dei cattolici
ROMA.«Non facciamo parte della brigata Ruini nè siamo i campioni del cattolicesimo», ma «ci ispiriamo alle parole di Benedetto XVI» per promuovere il bene comune e contribuire a realizzare 'la giustizia come banco di prova della democrazia'. Luigi Bobba e Paola Binetti, candidati della Margherita, illustrano in una conferenza stampa nella sede del partito la lettera ai cattolici che hanno inviato in 65.000 copie alle 28.000 parrocchie, alle principali testate giornalistiche, ai giornali diocesani e all'associazionismo.
Una lettera in cui non compare la parola pacs, su cui invece dopo la notizia della missiva si è incentrata una polemica. Tra i punti qualificanti dell'impegno dei due candidati si citano la difesa della vita, della famiglia «secondo il dettato dell'articolo 29 della Costituzione», lo stato sociale, l'impresa e l'innovazione, la scuola libera, un sistema sanitario integrato, un'Europa forte e attenzione al Sud del mondo. Per difendere questi valori, spiegano Bobba e Binetti, «abbiamo deciso di candidarci, entrambi per la prima volta, con la Margherita che ha forte consonanza con i nostri principi e i nostri intenti».
L'iniziativa ha sollevato molte polemiche nell'Unione. «Il centrosinistra - ha però rilevato Vannino Chiti, coordinatore Ds - è un'alleanza pluralista, le sue personalità legittimamente hanno proprie posizioni e proprie sensibilità ma quello che vale per tutti è il programma di governo sottoscritto da tutti». Insomma Chiti non vede niente di scandaloso nell'iniziativa di Bobba e Binetti.