«Consorzi per combattere la crisi nel settore orafo»
VALENZA.Incontri con gli imprenditori orafi mirati alla costituzione di appositi consorzi per far si di acquistare l'oro e i gioielli a prezzi inferiori, ma soprattutto realizzare iniziative corporative in grado di scongiurare la crisi. L'altra iniziativa invece riguarda la valorizzazione dei gioielli valenzani attraverso interventi legati al mondo della moda. Sono queste le due iniziative che stanno cercando di mettere in atto il comune di Valenza, le organizzazioni sindacali, l'associazione orafi e gli imprenditori per cercare di porre un freno alla crisi nel settore orafo. Molto lavoro è stato inviato in Cina, con risparmio notevole dei costi (fino a dieci volte su quelli previsti in Italia). Una situazione che sta creando non pochi problemi a numerosi operai del settore orafo che si trovano alle prese con lo spettro del licenziamento e che invece sino a poco tempo fa erano richiestissimi. La crisi evidenziata l'altro ieri con un intervento del responsabile della Cisl di Valenza trova adesso spazio con l'intervento del Comune, che ha iniziato ad avviare questi incontri voluti anche dalle organizzazioni sindacali. Gli incontri che si sono già svolti nei giorni scorsi e che proseguiranno in futuro sono stati organizzati dalla giunta, in particolare dal vicesindaco Marilena Griva in collaborazione con l'assessore Mensi e degli imprenditori interessati. Lo scopo è quello di realizzare consorzi e piccoli laboratori orafi in grado di unire le sinergie ed avviare interventi. La conferma che qualcosa si sta muovendo nel settore è proprio di questi giorni e l'obiettivo è quello di aggregare i piccoli imprenditori al fine di «spuntare» anche prezzi più competitivi al momento di acquistare pietre preziose o oro grezzo. E' una delle strade percorribili ma non è solo quella: l'obiettivo è anche quello di valorizzare tutta la categoria attraverso sinergie collettive in grado di rilanciare l'intero settore orafo. Non si tratta di un progetto facile, secondo il Comune, anche perchè gli orafi valenzani sono sempre stati abituati a lavorare in proprio, la maggior parte come artigiani con pochi dipendenti, ma adesso è il momento di fare di necessità virtù e soprattutto di unire le forze per scongiurare possibili ed ulteriori licenziamenti nel settore orafo valenzano, «motore» dell'economia locale.