Regione: «Niente favori a Paolo Berlusconi»
MILANO. Nessuna norma ad personam per Paolo Berlusconi: i 19 articoli di modifica della legge urbanistica della Lombardia approvati dalla Giunta regionale servono «per dare ai sindaci delle risposte». Davide Boni, assessore all'Urbanistica, ci tiene a sottolinearlo, presentando il nuovo progetto di legge che ora dovrà essere votato dal Consiglio regionale, dopo le critiche dei Verdi.
Secondo i Verdi, una delle norme permetterà a Paolo Berlusconi di costruire 388 mila metri cubi di appartamenti alla Cascinazza, nella zona di Monza, come previsto dal piano regolatore del 1971. Il progetto di legge riduce infatti da tre a cinque gli anni di salvaguardia nei quali non si possono costruire opere in contrasto con un piano regolatore adottato anche se non approvato dalla RegioNE (come quello di Monza del 2002 che prevedeva costruzioni alla Cascinazza per 200 mila metri cubi). E questo significa che, fino a quando non sarà approvato il nuovo piano del territorio che vorrebbe ridurre le costruzioni a 90 mila metri cubi, nella zona si potranno edificare i 388 mila metri cubi iniziali, con un vantaggio, secondo i Verdi, di 250 milioni di euro.
«Capisco il clima da campagna elettorale - ha commentato Boni - ma se io fossi l'assessore alle matite della Lombardia, e Berlusconi comperasse matite sarebbe assurdo dire che tutte le norme sulle matite sono fatte per il presidente del Consiglio. Ci sono persone che abitano in Lombardia e altre fuori però l'intelligenza e l'onestà della Regione e del Consiglio regionale non possono essere svilite».
«Formigoni, però - commentano i consiglieri regionali dei Verdi Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro - non ha replicato alla nostra denuncia». «Con una modifica che serve a vanificare il lavoro responsabile dell'amministrazione comunale per accontentare tutti quelli che hanno intenzioni speculative sulla città - aggiunge il consigliere Giuseppe Civati, segretario Ds a Monza - e non può non venire in mente l'area della Cascinazza». Più generale la critica del vicepresidente del Consiglio regionale Marco Cipriano. «A pochi giorni dalle elezioni - osserva - il centrodestra cerca una pezza ai limiti evidenti della riforma urbanistica approvata in fretta e furia lo scorso anno», riforma che ha bloccato gli adeguamenti dei Comuni «visto che la Giunta non ha ancora approvato i regolamenti attuativi».
Il passaggio della salvaguardia da 5 a 3 anni «è un adeguamento alle normative nazionali - aggiunge Boni -. Niente di più e niente di meno. E comunque risponde al bisogno dei cittadini e all'esigenza di strumenti di programmazione più flessibili per i sindaci».