Cremona, è morto dopo 40 giorni il bimbo maltrattato
CREMONA.Ieri compiva cinque mesi Omar Kawasha, il bimbo in coma profondo dal 15 febbraio scorso all' ospedale del bambini di Brescia, ma proprio ieri pomeriggio il suo cuore ha cessato di battere. Gli era vicina la mamma, Serena P. di 22 anni che dal momento del ricovero è sempre stata li accanto. Ieri mattina i medici l'avevano avvertita delle complicazioni che si erano manifestate. «Il bambino ha difficoltà a respirare ed è scarsa l'irrorazione del sangue al cervello, puoò darsi che non arrivi a sera» le avevano detto. «Il suo corpo ha semplicemente smesso di lottare - dice Raffaele Spiazzi, direttore del reparto di pediatria dell'ospedale bresciano -. Dopo quaranta giorni di battaglia, il cuore non ha più retto». Il medico che ha a che fare ogni giorno con la sofferenza dei bambini non nasconde un certo turbamento. «A Omar ci eravamo affezionati tutti in reparto: anche i miei figli mi chiedevano come stava». Spiazzi smentisce categoricamente una notizia circolata appena si era saputo della morte del bambino: «Nessuno ha 'staccato la spina', un'ipotesi che non è mai stata presa in considerazione». Il padre, Ossama Kawasha, di 27 anni, egiziano, nel tardo pomeriggio di ieri non sapeva ancora che suo figlio era morto: è rinchiuso in una cella del carcere bresciano di Canton Mombello. Secondo l'accusa sarebbe stato lui a provocare le lesioni alla testa che hanno portato alla morte del bimbo. La sera del 15 febbraio mentre la madre, che fa la barista a Crema, era al lavoro, l'uomo, infastidito da una crisi di pianto del bimbo, l' avrebbe scosso violentemente tenendolo per le spalle tanto da provocargli una lesione alla base cranica. Piu' tardi i genitori, insieme, avevano accompagnato Omar al pronto soccorso dell'ospedale maggiore di Crema. Ai medici avevano spiegato che il bimbo era in quelle condizioni per una caduta, una versione considerata inverosimile che ha fatto subito scattare l'indagine della polizia. Vista la gravità delle condizioni, Omar era stato immediatamente trasferito all'ospedale di Brescia, ma ogni tentativo di salvarlo è risultato vano. L'autopsia, che ora diventa fondamentale, verrà eseguita probabilmente lunedi. A questo punto il padre potrebbe non essere piu' accusato, come adesso, solo di maltrattamenti.