Certo, uniti per San Martino
La proposta del consigliere Giorgio Maini di creare un gruppo unico d'opposizione in consiglio comunale a San Martino Siccomario merita alcune riflessioni.
La formazione di gruppo unico del centrosinistra rappresenta la conseguenza politica di un discorso iniziato all'indomani del voto alle amministrative che hanno visto vincere la lista Abbiati. In questi due anni abbiamo ascoltato molte dichiarazioni d'intenti da parte di diversi esponenti della vita politica e sociale di San Martino. Molti hanno ravvisato la necessità di superare antiche incomprensioni e reciproche diffidenze in nome di un'unità delle forze politiche e dei cittadini che s'identificano in unico progetto del centrosinistra.
La proposta di Maini è da ritenersi una proposta «esigente», perché richiede coraggio e chiarezza dell'agire politico. Il formarsi di un gruppo unico tra i consiglieri d'opposizione rappresenta un forte elemento di novità perché unirebbe le forze dell'Ulivo e del centrosinistra. Compresi quei cittadini che non si identificano nei partiti, ma che richiedono unità. Un'unità già dimostrata fortemente dalla gran partecipazione, anche a San Martino, alla consultazione delle Primarie. A quella domanda d'unità dobbiamo dare una risposta.
Ds e Margherita hanno la responsabilità maggiore nell'elaborare questa risposta d'unità; essi hanno formato la lista Sviluppo ed Armonia con Gasperoni sindaco, hanno dato il contributo maggiore al buon esito delle Primarie ed hanno partecipato in modo decisivo alla riunificazione dei partiti del centrosinistra a San Martino. Ds e Margherita hanno quindi la responsabilità di dover accettare la proposta di Giorgio Maini.
Nei fatti abbiamo già mostrato che su temi importanti come il piano regolatore presentato da Abbiati, sappiamo lavorare insieme e sappiamo rappresentare a livello amministrativo, e non solo, le esigenze delle forze che fanno riferimento al centrosinistra. Ma dobbiamo fare di più: stare più uniti.
La lista che esprimeva come candidato sindaco Maini comprendeva, oltre che esponenti d'altre forze politiche, anche cittadini che provenivano dalla società civile e da quell'esperienza culturale rappresentata dal circolo Ippocastano. Creare un gruppo unico significa appunto aprirsi alla società civile e a quelle dinamiche vive della realtà sanmartinese di cui dobbiamo tener conto.
Guardare indietro rischia di trovarci pietrificati. Ma avere la capacità di muoversi con coraggio e determinazione oltre certi schematismi sarà premiante. Ed è per questo che ritengo vincente, come consigliere comunale nella lista espressa dall'Ulivo, la proposta del gruppo unico.
Ringrazio il consigliere Maini della fiducia postami nel propormi come capogruppo e come leader dell'opposizione; sono disponibile ad accettare la responsabilità politica e non solo amministrativa di tale ruolo, verificando le condizioni affinché sulla mia figura possano coagularsi tutte le forze di riferimento al centrosinistra. Sono comunque sempre disponibile, con lealtà e chiarezza, ad appoggiare un'altra figura su cui la convergenza sia possibile.
Nei prossimi anni lavoreremo tutti assieme per la vittoria del centrosinistra alle prossime amministrative. Insieme saremo capaci di costruire un progetto alto per il nostro paese ed il nostro territorio.
La sfida nelle prossime elezioni provinciali, dove tutto il centrosinistra unito si presenta con un unico programma, deve essere un momento d'accelerazione di quel processo d'unificazione virtuoso che abbiamo incominciato a San Martino. Dal consiglio comunale Gasperoni, Maini, Nai ed il sottoscritto hanno la gran responsabilità di proseguire quel cammino d'unità. Non andare avanti sarebbe un atto di irresponsabilità politica e sicuramente non ne saremo capaci, perché come ha ben detto il segretario cittadino dei Ds, «San Martino merita di più».
San Martino dovrà inserirsi in un progetto più ampio in cui ambiente e territorio siano in grado di costruire sviluppo economico, salvaguardando le nostre specificità e le nostre tradizioni migliori. Davanti alle grandi trasformazioni in atto anche nella nostra provincia, noi abbiamo il dovere di vincere antiche pigrizie e superare modesti calcoli di convenienza.
Per trovare risposte credibili a questi problemi derivanti dalla crescita e dalla trasformazione di questo territorio, bisogna comprendere a fondo i cambiamenti in atto e avere la capacità di studiare e proporre soluzioni originali ed efficaci, non banali slogan e generici programmi. La creazione del gruppo unico potrà aprire questa nuova prospettiva se sarà capace di valorizzare la sua novità politica e potrà di conseguenza sviluppare una partecipazione politica più autentica con proposte nuove e concrete.
Francesco CupellaDl-La Margherita consigliere comunale di San Martino Siccomario
Pavia, i bravi volontari
della Croce Verde
Intervengo a proposito dell'articolo in merito a quanto accaduto al Campo sportivo Fortunati durante l'incontro Pavia-Genoa, ovvero al malore occorso ad un tifoso del Pavia. Vorrei fare qualche precisazione sulla presenza dei militi della Croce Verde Pavese che sono presenti allo stadio come volontari del soccorso.
Per prima cosa, è da rimarcare che il primo intervento per lo sfortunato tifoso, è stato prestato da 2 volontari della Croce Verde Pavese con l'importante collaborazione di un medico presente sugli spalti. Il primo intervento è stato fondamentale vista la grave situazione venutasi a creare in quel momento e per la necessità della rapidità del soccorso, sia per il massaggio cardiaco che per la respirazione bocca a bocca effettuata dai volontari. L'automedica, con gli infermieri ed i medici del 118, è giunta sul posto in pochissimi minuti ed è intervenuta con grande professionalità.
Mi premeva sottolineare l'importanza di qualche centinaio di volontari della Croce Verde Pavese che lavorano nel silenzio per la nostra città; prestano un turno alla settimana dalle 20 alle 7 del mattino per aiutare chi nel mezzo della notte possa avere un problema, con un servizio qualificato e soprattutto volontario.
Molte volte ci si confonde con una generica cifra «118», ma a fianco della struttura pubblica, che a Pavia possiamo definire di alta qualità grazie alla dedizione dei responsabili locali, c'è un esercito di volontari che, dopo un'adeguata preparazione, è pronta a sacrificare il proprio tempo libero per il bene dei cittadini dal 1910. Infatti l'associazione tra poco compirà 100 anni di vita basata sulla reciproca collaborazione con i cittadini pavesi che da sempre hanno permesso con donazioni di continuare questo progetto.
Ringraziando per lo spazio concesso, speriamo che anche voi giornalisti, con gli strumenti in vostre mani, possiate contribuire a salvaguardare un patrimonio della città, basato sul lavoro gratuito di molti cittadini pavesi che hanno mantenuto sempre viva in un secolo di storia.
Green Angels (Angeli Verdi)Pavia
Comune di Pavia:
Vaccina merita rispetto
Dopo aver letto le spiacevoli vicende dell'Ufficio tecnico del Comune di Voghera e quelle dell'Ufficio traffico del Comune di Pavia, è sorprendente leggere che a Pavia si pensi, per «scelta strategica» (cosi recita la delibera di giunta), di rinunciare ad un dirigente come l'ingegner Michele Vaccina.
In più di dieci anni alla giuda del Settore Lavori pubblici del Comune di Pavia, si è sempre distinto per le grandi doti di leadership e soprattutto di serietà e integrità morale; sarebbe davvero una grave perdita ed un impoverimento che la città di certo non si merita.
Lettera firmataPavia
Quaresima da recuperare
anche nella politica
Tutti coloro che stanno impegnandosi - talvolta almeno con accenti polemici assai - nella vicenda elettorale, vorrebbero, tacitamente, la Chiesa dalla propria parte, anche «se non lo dicono» (tranne quelli della Compagnia delle Opere). Tra i più preparati è il presidente nazionale delle Acli, ma tace sui grandi mass media, vivendo interiormente la Quaresima in preparazione della Pasqua: il maggiore dei misteri, Cristo risorto. Che differenza con «la cannoniera», cioè Berlusconi, che, anche a Vicenza, agli industriali, ha sparato con passione da comizio elettorale scomposto. Egli non ha forse letto il messaggio del Papa esortante all'apertura spirituale nell'eterno principio del Vangelo per cui i prediletti sono i poveri in ogni senso e coloro che li aiutano?
Ditemi se la povertà in Italia è diminuita in cinque anni di governo berlusconiano, se i gruppi, partiti, ceti diversi si sono avvicinati tra loro con la diminuzione del divario tra i ricchi e i poveri. E' forse aumentato il rispetto per la dignità dell'uomo? Come sono stati apostrofati giudici, cooperative, avversari, certi giornali e persino dissidenti all'interno del Polo?
Il maligno divide e il Vangelo unisce. Sono certo che la luce sconfiggerà le tenebre, com'è vero che l'Italia è anche il Paese con la Costituzione, figlia della Resistenza, che richiama alla giustizia. Gli italiani sanno che l'indice del Pil è stato zero e la competitività è diminuita come la effettiva occupazione.
Sauro RazzanoPavia