Capire Modigliani e la sua arte

GARLASCO. Con Beatrice Hastings visse una relazione appassionata: tra il 1914 e il 1916 ritrasse i suoi volti su un esile, lunghissimo collo. Nell'aprile 1917 Amedeo Modigliani incontrò Jeanne Hébuterne, che diventò sua compagna e modella prediletta: aveva il collo lungo, il busto gracile e il volto perfettamente ovale. Anche da questi particolari si intuisce il significato del titolo dell'incontro di questa sera: 'Il pittore dai colli lunghi-Modigliani". La rassegna 'Capire l'arte" prosegue alla sala polivalente di via Ss. Trinità, alle 21.15, con l'intervento di Piero Raffa.
La serata è promossa dall'assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca. Modigliani nacque a Livorno nel 1884 da genitori ebrei commercianti. Nel 1902 si stabili per 10 mesi a Firenze per frequentare la Scuola libera di nudo, diretta da Fattori. Più della scuola frequentò gli Uffizi e Palazzo Pitti, l'avanguardia artistica italiana e straniera, gli inglesi preraffaelliti e Giovanni Papini, Ardengo Soffici e Umberto Boccioni, che avrebbero dato vita al futurismo. Nel 1906 si recò a Parigi: qui conobbe Picasso e un gran numero di giovani artisti. Tornato a Livorno, Modigliani fu influenzato dall'arte africana che aveva già affascinato artisti come Matisse e Picasso. Nel frattempo viveva due vite, in due luoghi diversi: pittore a Montmartre e scultore a Montparnasse. La tradizione italiana e il talento avevano trovato a Parigi il luogo della moderna espressività nella contemplazione dell'uomo come protagonista. Dipinse solo ritratti, secondo schemi mai usati, in cui la linea curva occupava diversi piani sovrapposti creando la profondità. Mori a Parigi nel 1920. (u.d.a.)