Divisi anche dal Caimano

ROMA. Il Tg2 non ne parlerà. «C'è la par condicio - ha spiegato ieri sera il direttore Mauro Mazza in un editoriale nell'edizione della sera - e dato che non è prevista l'uscita di un film che parla di Prodi non si può citare 'Il Caimano" che parla di Berlusconi». Oggi esce in tutta Italia l'ultimo film di Nanni Moretti, parla del presidente del consiglio e, soprattutto, del paese che Berlusconi si lascia dietro. L'autocensura del Tg2, se prevista, si sarebbe certo meritata almeno una sequenza. Intanto il direttore Mazza si prende una protesta del suo comitato di redazione.
«No, assolutamente no», risponde Silvio Berlusconi a chi gli chiede se andrà a vedere il film. Alla stessa domanda Romano Prodi risponde che «i film di Moretti si vanno a vedere, poi giudicheremo se è utile o dannoso alla campagna elettorale. Sarà un film politico, parla certamente di Berlusconi, come non lo so».
Il danno potrebbe venire dall'ultima scena, quando Moretti-Berlusconi arringa la folla dopo una sentenza che lo condanna a sette anni: «Con la mia condanna la democrazia si è trasformata in un regime. Gli uomini liberi hanno diritto di reagire in ogni modo». La scena successiva è eloquente, Moretti-Berlusconi si allontana in auto mentre la folla si scaglia con sassi e molotov contro i giudici che escono dal tribunale.
«Ma doveva uscire proprio ora?», si chiedono alcuni giornalisti. «Doveva e ha fatto di tutto per arrivare nelle sale prima delle elezioni», spiega uno di loro. «Questa sinistra ha paura di tutto - dice Sandro Curzi, ex direttore del Tg3, consigliere Rai - il film non avrà nessuna influenza sul voto, nel suo pessimismo rischia di essere il primo film del dopo-Berlusconi».
In platea, al cinema Barberini di Roma (l'altra anteprima è stata all'Anteo di Milano), anche due giornalisti più vicini al premier che a Moretti, Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia, e Giuliano Ferrara direttore del Foglio. Chi era vicino a Ferrara giura che all'ultima scena abbia bisbigliato: «Finirà proprio cosi».
Fra i commenti del centrodestra due cercano di parafrasare film dello stesso Moretti. «Spero che dica a qualcuno di dire qualcosa di destra», dice Roberto Calderoli, Lega, giocando sulla battuta di Moretti a D'Alema: «Di' qualcosa di sinistra». «Continuino cosi, si facciano del male», dice citando «Bianca» Michele Bonatesta, An. «Pare sia un film con toni molto aggressivi», dice a scatola chiusa Rocco Buttiglione, ministro della Cultura, la cui espressione imbarazzata è presente nel film nella sequenza autentica di Strasburgo.
«E' un film verità, per questo dovrebbero andarlo a vedere tutti», commenta Antonio Di Pietro. «Nella creazione artistica ognuno è libero di parlare di ciò che vuole. Lo andrò a vedere presto, sono molto curiosa», dice Giovanna Melandri. Anche Francesco Rutelli, che da Moretti fu messo sotto accusa in una famosa manifestazione in piazza Navona, a Roma, dice che andrà a vedere il film, ma non ora. «Non credo che avrò il tempo di vederlo prima delle elezioni e pertanto parlerò solo quando lo avrò visto». «Per cinque anni - dice Dario Franceschini, Margherita - siamo vissuti in un paese anormale e quindi ora ci troviamo a dibattere su questi temi. L'Italia è un paese con libertà di espressione e non vedo l'anomalia di fare un film con collegamenti con la realtà».
Per un Tg2 che nega la notizia dell'uscita del film, trasmissioni radiofoniche e televisive che ospiteranno Nanni Moretti. Domani sera sarà a «Che tempo fa», la trasmissione di Fabio Fazio su RaiTre.