Il bimbo ustionato lotta contro la morte
VIDIGULFO. Secondo giorno di lotta contro la morte per Antonietta Gargiulo e per il figlio Giovanni. I due, rimasti gravemente ustionati nella loro abitazione di Vidigulfo, sono sempre ricoverati negli ospedali genovesi del Gaslini e del San Martino. Le loro condizioni restano gravissime ed i medici, per il momento, preferiscono non sbilanciarsi. Soprattutto quelli del Gaslini che si stanno occupando di Giovanni, un bimbo di sei anni che ha riportato ustioni di secondo e di terzo grado in quasi tutto il corpo. Il piccolo, purtroppo, è sempre in condizioni disperate.
I medici, nella giornata di ieri, non hanno notato segni particolari di miglioramento. Condizioni stazionarie anche quelle della madre, Antonietta Gargiulo di 39 anni. La donna è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale San Martino. Le condizioni restano gravissime anche per la sostanza tossica che ha respirato quando le fiamme si sono sprigionate. Le ustioni riportate dalla donna sono di secondo e di terzo grado e coprono la quasi totalità della superficie corporea.
Il quadro clinico non sembra molto confortante ma i medici genovesi stanno facendo di tutto per strappare madre e figlio alla morte. Il padre del piccolo Giavanni sta trascorrendo lunghissime ore negli ospedali nella speranza di percepire qualche piccolo miglioramento. Quando è avvenuto il terribile incidente domestico era uscito a fare la spesa.
Anche lo zio Carmine ieri mattina era a Genova. «Preferiamo non parlare - spiega al telefono cellulare - speriamo solo in un miglioramento».
Per i parenti di madre e figlio sono ore veramente terribili. La tragedia di lunedi sera ha sconvolto la loro vita e rischia di distruggere una famiglia che si era trasferita da poco a Vidigulfo, in un piccolo appartamento di piazza Italia.
Antonietta Gargiulo era rimasta al Pronto soccorso del San Matteo sino alle 23.30 di lunedi sera.
Poi era stata caricata su un 'ambulanza che era partita verso il San Martino di Genova. Le condizioni sono sempre gravi anche perchè la donna ha respirato il gas tossico che ha provocato la devastante fiammata. Il piccolo Giovanni era partito verso Genova poco prima dell'una. I medici del Pronto soccorso di Pavia avevano stabilizzato le sue condizioni e cosi il trasporto verso la rianimazione del Gaslini è stato autorizzato.
«Sulle cause della disgrazia non possiamo dire nulla - avevano spiegato i parenti - non sappiamo cosa sia successo nell'appartamento. Siamo stati i primi ad accorrere e ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo terribile».
I carabinieri della stazione di Landriano avevano aperto un'inchiesta per chiarire le cause della tragedia. La prima ipotesi è stata confermata: il gas tossico del solvente a contatto con la stufa a Gpl ha provocato la combustione fatale. La fiammata ha investito madre e figlio.
Il tragico incidente era avvenuto, lunedi pomeriggio verso le 18.30, all'interno di un appartamento che si affaccia in piazza Italia, a due passi dalla centrale via Roma. Il solvente utilizzato per la colla aveva creato gas tossico che, una volta entrato a contatto con una stufa Gpl, avea provocato una fiammata. Madre e figlio erano stati investiti in pieno.