«Non faremo mai niente contro i risparmiatori»

ROMA.«Berlusconi cerca la rissa». Lo dice Enrico Boselli, ma ad esserne convinti sono un po' tutti i leader del centrosinistra. In difficoltà di fronte ai sondaggi elettorali che non ne vogliono sapere di cambiar segno, il Cavaliere sembra aver scelto la strada dello scontro frontale. «Ho l'impressione che senta il vento della sconfitta», sostiene Lamberto Dini e dunque «non abbasserà i toni» fino al 9 aprile.
Berlusconi «ormai dismessi gli abiti di presidente del Consiglio, ha indossato quelli di un populista furibondo che mena fendenti contro tutto e tutti», avverte anche Fausto Bertinotti. «Bisogna evitare assolutamente di farsi coinvolgere in questa opera di devastazione della politica, tenersi a debita distanza e affrontare i problemi del paese».
Sull'accusa al centrosinistra di voler tassare Bot e Cct, un supplemento di scontro c'è stato ieri sera anche nel confronto Tv fra Casini e Rutelli. Il leader dell'Udc torna a battere sul tasto che la Cdl ha scelto come punto di attacco. Per finanziare il taglio del cuneo fiscale, sostiene Casini, Prodi vuole tassare i Bot. Una posizione «irresponsabile», accusa, che «sta già determinando una fuga di capitali». Smentisce Rutelli, che ricorda come il taglio del cuneo fiscale significhi innanzitutto una riduzione di tasse sul lavoro. «Niente tasse sui Bot - aggiunge poi - niente prelievi sugli arretrati. Noi non vareremo mai qualcosa che colpisca i risparmiatori».
A seminare sconcerto è però soprattutto l'allarme sull'«emergenza democratica» lanciato da Berlusconi. «Forse è un po' esagerato», ammette persino Rocco Buttiglione. Il centrosinistra respinge invece al mittente l'allarme. «Per quanto riguarda lo squadrismo - sostiene infatti Alfonso Pecoraro Scanio - si guardi intorno, scoprirà di avercelo in casa».
Ancora più esplicito Clemente Mastella: «Chi si allea con i nazifascisti non ha titolo per accusare gli avversari di squadrismo». E Per Pierluigi Castagnetti se c'è un'emergenza democratica è frutto semmai del fatto che Berlusconi si sente «autorizzato a raccontare bugie e provocazioni a getto continuo, a insultare tutti, a infangare chiunque lo contrasti».
Tutta l'Unione ripete poi di aver sempre condannato ogni tipo di violenza. Certo però, sottolinea Boselli, «se Berlusconi pretende di avere in piazza la stessa claque che si è portato dietro a Vicenza per spaventare gli industriali italiani, questo ovviamente non è possibile. In piazza ci sono i cittadini che esprimono liberamente il loro pensiero». Tutti d'accordo anche sul fatto che caricando a testa bassa il Cavaliere rischia solo di spaccare il paese. Un comportamento, avverte però Piero Fassino, che non gli porterà più consensi.