Ruini? Nessuna ingerenza

ROMA. Nessuna ingerenza dal cardinale Ruini. Per una volta, Silvio Berlusconi e Romano Prodi sembrano d'accordo. E anche i maggiori esponenti dei partiti dell'Unione, si tengono lontani dall'alimentare lo scontro attorno alle posizioni espresse dal presidente dei vescovi italiani in vista del voto. Questo clima però non piace alla Rosa nel pugno, che accusa Prodi, Rutelli e Fassino di aver «avallato» le parole di Ruini che ha, fra l'altro, preso posizione contro i pacs.
A far arrabbiare i radicalsocialisti non sono solo le parole di Prodi, che negano l'ingerenza e giudicano «condivisibili» i «principi e le priorità» indicate, ma anche quelle di Francesco Rutelli, per il quale quanto detto da Ruini non sposterà voti, e Piero Fassino, che ha riconosciuto la legittimità di un intervento giudicato «rispettoso» degli elettori. Atteggiamenti che, per il segretario radicale Daniele Capezzone, rivelano un «deficit laico» nell'Unione, e che per Emma Bonino sopravvalutano il tono «dialogico» di Ruini.
Il controcanto alla Rosa nel pugno arriva da Clemente Mastella. Il segretario dei Popolari-Udeur precisa che si trova nella stessa coalizione della Rnp solo per ragioni «aritmetiche», ma ricorda di essersi opposto all'ingresso dei radicali ed avverte fin d'ora che su temi come il pacs il suo partito si considera libero e intende votare contro. Fra i Popolari-Udeur e la Rosa nel pugno, il grosso della coalizione si attesta, in particolare sul tema del pacs, in una posizione intermedia. Come dice Fassino, il dialogo con le posizioni della Chiesa non è di ostacolo al «dovere dello stato» di garantire «ad ogni cittadino il rispetto delle sue scelte di vita». Mentre il segretario del Prc, Fausto Bertinotti, esprime «rispetto» per le posizioni del cardinale Ruini ma ribadisce la necessità che siano «tutelate giuridicamente» forme di convivenza diverse dal matrimonio.
Da parte della Cdl, invece, si tende ad affermare la maggior vicinanza fra le proprie posizioni e quelle del cardinale. Se Berlusconi si limita a dirsi «assolutamente d'accordo» con quanto detto dal cardinale, Angelo Sanza, di Forza Italia, è certo che i cattolici «sapranno riconoscere» al momento del voto da che parte stare. Quanto all'Udc, il segretario Lorenzo Cesa rivendica al suo partito di aver posto la difesa della vita e della famiglia al centro dell'azione politica. Mentre Riccardo Pedrizzi, per An, e Roberto Calderoli, per la Lega, sostengono che, seguendo le indicazioni di Ruini, un cristiano non potrebbe votare per l'Unione (per Calderoli, un cristiano, cosi facendo, si schiererebbe «dalla parte del peccato e del demonio»). Tesi contestata dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Che, nel dichiarare di condividere e seguire le indicazioni di Ruini, esprime la convinzione che le posizioni dell'Unione non impediscono ad un cattolico di votare Prodi.