Cofferati: piazze vietate per i fascisti della Fiamma

BOLOGNA. Cofferati vieta il corteo della Fiamma Tricolore. Doveva svolgersi sabato pomeriggio in piazza Carducci, nel cuore di Bologna. Cavilli burocratici sarebbero alla base della decisione che ha spaccato comunque in due la città e sollevato un vespaio di polemiche. Ma c'era anche il timore che si potesse replicare a Bologna la guerriglia urbana di Milano. Possibilità non cosi remota, visto che i Disobbedienti avevano già annunciato una contromanifestazione, mentre Rifondazione aveva cominciato a tuonare contro il comizio della formazione di estrema destra guidata da Luca Romagnoli.
Lo stop era già nell'aria ma il semaforo rosso si è acceso solo ieri. Anche se la Fiamma non getta la spugna e ora tratta per strappare almeno un banchetto. Non è ancora detta l'ultima parola. «Nessuna piazza alla Fiamma Tricolore» ha tirato il freno il sindaco di Bologna, che poi ha chiarito la sua posizione: «Le piazze destinate ai comizi sono gestite dalla commissione interpartitica e sono già state tutte assegnate per i giorni a venire. Dunque non c'è nessuna piazza disponibile».
Cofferati soffoca poi sul nascere l'ipotesi che la manifestazione possa essere trasferita in un luogo chiuso. Punto primo, perché la richiesta è stata fatta per un comizio in una piazza. Secondo, se anche l'Msi-FT dovesse presentare domanda per spostarlo in altro luogo, il Comune farà pressing su questura e prefettura perché dicano no. Una questione di ordine pubblico. «Credo che a questo punto - spiega - dopo quello che è successo a Milano, anche prefetto e questore dovranno prendere decisioni drastiche per impedire che si ripeta a Bologna, o in qualsiasi altra città, quello che abbiamo già visto sia da parte dell'estremismo di destra, sia in ipotetica risposta da parte dell'estremismo di sinistra». Intanto dalla questura fanno sapere di non aver ricevuto alcuna domanda di spostamento del Movimento sociale, mentre la vicesindaco Adriana Scaramuzzino, in veste di presidente della commissione interpartitica comunale, cui compete l'assegnazione degli spazi elettorali, chiarisce: «La legge stabilisce che i comizi elettorali si possono fare solo nelle piazze indicate dalla commissione. A Bologna sono tre: piazza Maggiore, piazza San Francesco e piazzale Jacchia. E queste per il 25 marzo (giorno della manifestazione) sono già occupate». Poi c'è un lungo elenco di sale e di piazze (tra cui piazza Carducci) a disposizione per la propaganda elettorale. Si possono allestire banchetti e fare volantinaggio, ma è vietato fare comizi. Questo il punto.
Cosi Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale, si è messo al lavoro per riuscire a strappare almeno un banchetto o una qualsivoglia manifestazione senza comizio: l'ultima spiaggia. E mentre Cofferati spegne la Fiamma, in città si accende la polemica. La destra si schiera contro, la sinistra pro, compresa la frangia antagonista che parla di un «rinsavimento improvviso del sindaco-sceriffo». Dice Casini: «Le piazze sono per tutti o per nessuno». An - che terrà un comizio venerdi sera in piazza Maggiore, con un concerto di Fausto Leali - parla di decisione da regime, mentre Rifondazione attacca chi difende e inneggia al Duce. Intanto domani sera i partigiani bolognesi scenderanno in piazza per una fiaccolata in difesa della Costituzione. Il comizio della Fiamma? «Fuori luogo».
Claudia Zamorani