«Tremonti mente, non toccheremo i Bot»

ROMA. Basta la parola tasse e la campagna elettorale si accende. «Se vince l'Unione - dice il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - tasseranno i Bot». «E' una sciocchezza assoluta», gli risponde Francesco Rutelli, leader della Margherita. Massimo D'Alema, presidente Ds, rincara la dose: «Tremonti mente sapendo di mentire, fa un'azione di tipo terroristico». «Non aumenteremo le tasse - dice Romano Prodi - è un'invenzione di Tremonti e del centrodestra.
Ci voglio appiccicare l'etichetta di tassatori, invece taglieremo il cuneo fiscale di 5 punti laddove il centrodestra lo ha tagliato dello 0,6%».
Il giorno dopo un 'Porta a Porta" la polemica continua sulle piazze, nei teatri, negli auditorium, ovunque ci sia un pubblico e un politico. «Se vince l'Unione il giorno dopo gli italiani saranno più poveri - dice ancora Tremonti - Faranno una cosa inaccettabile, immorale e irrazionale: tassare in modo retroattivo i titoli, violando la legge. I ricchi portano già fuori i loro capitali mentre la povera gente non sarebbe in grado di difendersi».
«Tasseranno il ceto medio e piccolo, i Cct e i Bot, il risparmio e non gli alti redditi», insiste Pier Ferdinando Casini, Udc. La strategia è precisa, creare allarme su un terreno, quello economico, dove finora è il centrosinistra che ha raccolto consensi.
«Mentono sapendo di mentire - risponde D'Alema - non avendo nessuna proposta da fare la destra fa un'azione di tipo terroristico andando in giro a dire che tasseremo qui e tasseremo là. Quello che faremo noi è scritto nel nostro programma, non in quello di Tremonti».
E ancora: «Il programma di Tremonti mi piacerebbe conoscerlo, penso sarebbe interessante sapere cosa intendono fare, anche se lo abbiamo visto in questi cinque anni».
Già, il programma. Il nodo è la tassazione delle rendite. C'è un primo accenno laddove si parla delle politiche fiscali e della concorrenza in generale: «Riequilibrare il prelievo fiscale in favore dei redditi bassi, dei nuclei familiari, del lavoro e delle imprese innovative, abolendo gli ingiustificati vantaggi fiscali per le rendite».
Più avanti, analizzando le ragioni del declino e le contromisure per il rilancio dello sviluppo, si dà una spiegazione del perché le rendite finanziarie vadano tassate diversamente: va tolto l'incentivo a investire nella finanza invece che nella ricerca e nella competitività. «Dobbiamo attuare una politica della concorrenza che miri a ridurre le rendite e la convenienza all'impiego di capitali nei settori che alimentano tali rendite (immobiliare, autostrade, ecc...)».
Ultimo accenno, infine, nel capitolo 'Un fisco più equo": «Uniformità del sistema di tassazione delle rendite finanziarie a un livello intermedio tra l'attuale tassazione degli interessi sui depositi bancari e quella sulle altre attività finanziarie, con l'esclusione dei redditi di piccoli patrimoni, in coordinamento con l'imposizione societaria e la tassazione di dividendi e plusvalenze azionarie».
«Non tasseremo i Bot e non ci sarà più l'Ici sulla prima casa. Tasseremo le rendite portandole alla media europea e ci sarà una fascia di salvaguardia per fare l'operazione in maniera equa - spiega Fausto Bertinotti, Rifondazione - Il carico fiscale sul lavoro va diminuito perché troppo oneroso. Dire di voler diminuire il cuneo di 5 punti significa anche pensare alla ridistribuzione».
«Siamo favorevoli da sempre alla tassazione sulle rendite finanziarie - ricorda Savino Pezzotta, leader della Cisl - è una questione di equità. Avevamo già proposto al governo attuale di intervenire sulle rendite, ma come è noto non se n'è fatto nulla. In una situazione come l'attuale è ancora più evidente che certe diseguaglianze per imposizione sono intollerabili».