Flessibile il lavoro, ma i treni no

STRADELLA. Treni spesso in ritardo, non sempre puliti, ben lontani allo standard minimo di comfort. Eppure, negli ultimi due anni, il numero di chi sceglie il treno come mezzo di trasporto per il tragitto Stradella-Broni verso Pavia o Milano, è in costante aumento. La stima è del 20% in più.
Il che vorrebbe dire che, rispetto al 2003, con stazione di partenza o Broni o Stradella, complessivamente, ai circa novecento pendolari censiti due anni fa, se ne sono aggiunti altri 150-180. Un vero e proprio identikit non esiste dei nuovi arrivati sul treno, ma, nel frattempo, si scopre che aumentano nettamente i giovani.
In genere laureati o neolaureati con una occupazione a Milano, la famiglia a Stradella o Broni o nei dintorni, lo stipendio, come salario di ingresso o stage, non tale (in genere fra i 600 e gli 800 euro mensili) da consentire un trasferimento, anche se in affitto, a Milano o nell'immediato hinterland. A determinare l'incremento di utenza pendolare, su treno, in genere concorre anche un fattore di stagionalità: nei mesi invernali, da sempre, c'è un buon quindici per cento di pendolari che lascia l'automobile in garage e anziché sfidare la nebbia o il ghiaccio, viaggia in treno per sentirsi più al sicuro. Dalla nuova e più aggiornata fotografia del fenomeno pendolarismo dall'Oltrepo Pavese nord orientale verso Pavia o Milano, tuttavia, sono soprattutto quattro i fattori più evidenti. Il primo è esplicito: cambiano le abitudini in fatto di orario di lavoro. In sostanza c'è la tendenza ad usufruire dell'ultimo treno della fascia mattutina ovvero dopo le 7,15 e, inevitabilmente, dell'ultimo della fascia serale che è, però, da Milano prima delle 19. E' l'effetto flessibilità di orario del lavoro.
Trenitalia, però, non si è adeguata alle nuove esigenze occupazionali: il primo treno del mattino parte ancora da Stradella (quasi vuoto perché di turnisti non ce ne sono più) alle 5,45. Orario certamente da rivedere.
Secondo fattore: se aumentano i pendolari da Broni e da Stradella, quelli che salgono nelle stazioni intermedie fino a Milano, sono addirittura triplicati negli ultimi anni. Il maggiore afflusso? Da Cava Manara, Certosa di Pavia, Villamaggiore (Siziano) e Locate Triulzi. Terzo fattore: il treno riscuote maggiori consensi, come trasporto pubblico, rispetto al bus. Motivo? Il prezzo, soprattutto il costo dell'abbonamento che è ancora concorrenziale con gli altri mezzi. Infine il quarto fattore della nuova fotografia del fenomeno pendolarismo. Quale è la richiesta numero 1 da indirizzare a Trenitalia? Ci si attendeva o il rispetto degli orari o un servizio più adeguato. La risposta prevalente, secondo gli esperti, è apparentemente più banale: un posto certo a sedere. Ma banale non è: due treni su tre, di quelli pendolari, fra Stradella e Milano, non garantiscono il posto per tutto il tragitto. E intanto i pendolari aumentano. (p.r.).