Operazione «Silos»: arrestato a Voghera

VOGHERA. Truffa allo Stato, per la bellezza di 640 mila euro. La Guardia di Finanza di Voghera nel tardo pomeriggio di giovedi ha arrestato un uomo originario di Gela ma residente ormai da tre anni a Voghera: Emanuele Genovese, 40 anni. L'uomo, che abita in centro con la famiglia, lavora da tempo come autotrasporatore per un'impresa vogherese. Quando le Fiamme Gialle gli hanno notificato l'ordine d'arresto, Emanuele Genovese è cduto dalle nuvole: non sapeva di essere indagato.
I finanzieri vogheresi hanno agito su ordine della procura di Gela e in accordo con i colleghi della località in provincia di Caltanissetta. Nel corso della stessa operazione, che le fiamme gialle hanno chiamato «Silos» sono finite in manette altre due persone, parenti del vogherese: il padre Salvatore Genovese, 68 anni, e il fratello Orazio, 42 anni: all'epoca dei fatti contestati risultavano tutti imprenditori cerealicoli. Emanuele, il più giovane, è considerato dagli inquirenti la «mente» del gruppo: tutti gelesi e soci pro-tempore della Sicilgela Srl. I componenti del nucleo familiare hanno evitato il carcere: sono stati messi tutti agli arresti domiciliari, nelle rispettive abitazioni. Non possono ricevere visite nè telefonare a nessuno che non siano gli avvocati e i familiari conviventi. I provvedimenti sono stati presi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gela, Lirio Conti, su richiesta del sostituto procuratore Serafina Cannatà. Il valore della truffa accertata ammonta a circa 640 mila euro. Le indagini delle Fiamme gialle, iniziate nel gennaio del 2005 hanno appurato che i tre imprenditori negli anni 1999-2003, con la collaborazione di altre cinque persone denunciate a piede libero, allo scopo di ottenere i contributi statali hanno documentato costi non sostenuti per l'esecuzione di opere in realtà già esistenti, utilizzando false fatture e ingannando in questo modo il ministero delle Attività produttive. Le somme sono state utilizzate da Salvatore Genovese per estinguere debiti pregressi. Interessate due linee di finanziamento: con la prima, ottenuta nel 1991, è stato realizzato l'opificio dell'azienda; con la seconda, ottenuta con rate percepite tra gli anni 1999 e 2002, sono stati estinti debiti accumulati nella gestione precedente, facendo risultare l'esecuzione di lavori mai realizzati. Pur di ottenere i finanziamenti i soci hanno sottoscritto false dichiarazioni, affermando di essere proprietari di appezzamenti di terreno per il valore di oltre 500 mila euro, in realtà mai posseduti. Le indagini hanno preso spunto da una precedente truffa architettata dall'ex amministratore della Sicilgela, Emanuele Genovese, ai danni di numerosi agricoltori locali che, per la campagna seminativa del 2004, avevano ammassato grano raccolto presso la sua ditta, senza poi riceverne il pagamento. Dopo la vendita del grano, si era recato in Lombardia, stabilendosi a Voghera, dove è stato arrestato giovedi. Nel maggio 2005 era stato condannato dal Tribunale di Gela a 3 anni e 4 mesi di reclusione per truffa aggravata in erogazioni pubbliche all'Aima e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. Il ministero delle Attività produttive, informato dalla Guardia di finanza, ha già attivato le procedure per il recupero delle somme erogate. (p.fiz.)