Il commento . «La popolazione andava coinvolta un po' prima»

Egregio Direttore,
pare in dirittura d'arrivo la proposta di creare alla Morsella nella sede dell'ex Scuola Materna una Casa di Accoglienza notturna per persone senza fissa dimora, in pratica un «dormitorio parificato»: finanziato dal Comune (con soldi per lo più regionali) e gestito dalla Caritas. Essendo stato parroco della Morsella fino al 2001, mi sia consentito esporre alcuni rilievi di merito.
La Morsella è una frazione con pochi servizi in loco: è un vero e proprio quartiere-dormitorio a 5 km. da Vigevano. Anche la Scuola Elementare, chiusa da quasi vent'anni, è stata trasformata in mini-appartamenti (anche in questo caso con soldi per lo più regionali) assegnati a persone o nuclei familiari in difficoltà.
E' decisamente problematico inserire in questa piccola realtà anche un dormitorio per non residenti: chi accompagna e segue queste persone? Il Comune e la Caritas come pensano di gestire questo Dormitorio n. 3, quando hanno già seri problemi di gestione per il Dormitorio n. 1 (presso la parrochia dell'Addolorata) oppure per il Dormitorio n. 2 (presso l'ex Bar Giada)?
Possibile che non vi siano proposte alternative per l'utilizzo di tale struttura? Possibile che la popolazione venga messa sempre davanti a decisioni già prese? Il Comune, la Caritas e l'amministrazione parrocchiale non potevano coinvolgere la gente nella fase della progettazione? Ritengo di interpretare il pensiero della maggior parte degli abitanti della Morsella, che, collegati ora alla città da una bella rotonda, vorrebbero essere visitati dai loro amministratori un po' più spesso, e non solo nel periodo elettorale. Ci contano, neh?
Don Francesco Cervioex parroco della Morsella