Mori sotto il camion, 8 mesi all'autista
VIGEVANO. Otto mesi per la vita di Susanna Asuncion Gonzales, la giovane colf filippina travolta e uccisa da un camion. L'autista, Danilo Franchi, 55 anni, residente a Vigevano, ha patteggiato ieri per omicidio colposo. Franchi, difeso dall'avvocato Alfredo Galullo, ha ottenuto la sospensione condizionale. L'imputato era presente all'udienza davanti al giudice Agnese Di Iorio, che ha applicato la pena concordata tra il difensore e il pubblico ministero Rosa Muscio.
«Mi dispiace tanto. Non l'ho proprio vista: avevo il sole in faccia». Furono le prime parole pronunciate dal camionista Danilo Franchi, sconvolto e disperato dopo l'incidente che, nel pomeriggio del primo febbraio 2005, costò la vita alla 27enne filippina. Susanna Asuncion Gonzales mori per salvare la vita al suo bambino che allora aveva soltanto un anno e mezzo. La giovane mamma era passata poco prima dall'asilo per prendere il piccolo John Angelo, quindi si era avviata in bici verso casa.
Susanna abitava in via De Amicis con il figlio e il compagno Frederic Gamit, un connazionale trentunenne.
La giovane era giunta in bicicletta all'incrocio tra via San Giovanni, corso Argentina e corso Milano. Quando si accorse che il camion l'aveva affiancata e la stava trascinando via, spinse di lato la bici per evitare che anche il piccolo fosse investito. Susanna Gonzales cadde e fu travolta dalle ruote del rimorchio. Mori sul colpo salvando il piccolo John Angelo.
A poco più di un anno dal tragico incidente, si è chiusa la vicenda giudiziaria con il patteggiamento di ieri davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Vigevano.
Franchi era accusato di omicidio colposo, ma anche di avere causato lesioni al bambino che nell'incidente aveva riportato contusioni giudicate guaribili in sette giorni. «Nel calcolo della pena - spiega l'avvocato Alfredo Galullo - siamo partiti da dodici mesi e la riduzione di un terzo prevista per il patteggiamento ha portato all'accordo sugli otto mesi di reclusione con la condizionale». All'imputato è stata però riconosciuta anche un'attenuante specifica perchè, nel frattempo, era stato risarcito il danno. Almeno dal punto di vista economico, perchè nulla potrà ripagare il compagno e il figlio di Susanna, che dovrà crescere senza la mamma che ha sacrificato la sua vita per salvarlo.