Arsenale, nessun piano per la riconversione
PAVIA.«Si doveva discutere del rilancio dell'Arsenale, invece ancora una volta dobbiamo prendere atto che non c'è nessun progetto di riconversione». Massimiliano Preti (Cgil) è preoccupato per il futuro occupazionale dei 240 dipendenti dell'Ente, dopo che dall'incontro a Roma con Guastamacchia, direttore dell'Uggeati, e i coordinamenti nazionali di Cgi, Cisl, Uil non è emersa alcuna novità significativa. La mancanza di rassicurazioni sul destino dell'Arsenale ha portato ieri a un'assemblea degli iscritti della Cgil, in cui è stato fatto il punto della situazione. «Non ci accontentiamo di un 'ci stiamo lavorando". L'ordine del giorno in discussione doveva essere proprio il progetto di rilancio. Invece sul piatto non c'è nulla».
Ma Preti fa anche altre valutazioni: «Non solo in cinque anni di legislatura questo governo non è stato in grado di portare avanti politiche occupazionali. Il fatto più grave sono gli effetti delle finanziarie. Il direttore dell'ente, Tagliavini, ha convocato la scorsa settimana le Rsu per fornire alcuni dati: per le attività di riscaldamento, della cifra di spesa prevista di circa 100mila euro, solo 40mila euro saranno stanziati, quindi il 60% in meno. Per la manutenzione della struttura viene tagliato il 60%, e per il personale di manovalanza sono stati assegnati 32mila euro, di cui 14500 già spesi, e siamo solo nel mese di marzo. Per i corsi di formazione per il personale civile sono stati assegnati 1500 euro per 240 persone. Per la manutenzione delle macchine utensili il taglio è del 40%, come anche per il materiale di cancelleria. Durante l'assemblea è stata approntata una piattaforma che ora sarà sottoposta a tutte le Rus. Solo dopo una consultazione con le rappresentanze saremo in grado di decidere quali iniziative o forme di protesta portare avanti». (m. fio.)