Al Forum europeo dei giovani le proposte degli studenti pavesi

PAVIA. Si è svolto a Pavia il secondo forum europeo dei giovani, nella sala consiliare del Comune. Tappa finale di un progetto a cui avevano preso parte 40 classi, per un totale di 850 studenti. Al forum, l'altra mattina, hanno aderito 120 giovani scelti come delegazione delle varie scuole coinvolte: il liceo Copernico, l'Itis Cardano, l'istituto tecnico commerciale Bordoni, l'istituto magistrale Cairoli, l'istituto professionale Cossa, il liceo ginnasio Foscolo, l'ipsia Cremona. Sono intervenuti Matteo Marioni, segretario regionale della Gioventù federalista europea, Federico Butti, segretario della sezione pavese, Anna Costa, segretaria dell'associazione europea degli insegnanti e Luisa Trumellini.
I lavori del forum pavese sono stati introdotti dall'assessore all'istruzione Antonio Bengiovanni che, sottolineando il rapporto fondamentale esistente tra informazione e tematica della pace, ha evidenziato l'importanza dell'iniziativa e ha auspicato la possibilità di garantire una continuità al percorso intrapreso nonostante la cessazione futura del finanziamento concesso dalla legge 285.
Anna Costa ha sintetizzato le tappe dell'attività - patropcinata da Comune, Aede (associazione europea degli insegnanti) e Gioventù federalista regionale e pavese - ricordando, attraverso la citazione di due padri fondatori dell'integrazione europea, ossia Einaudi e Monnet, che «l'Europa non cade dal cielo» ma necessita di un impegno diffuso.
A moderare il dibattito tra gli studenti è intervenuto Federico Butti che ha introdotto le tematiche su cui si è concentrato il confronto: le problematiche e le nuove sfide che l'Europa Unita deve affrontare; l'individuazione di possibili soluzioni.
La parola è quindi passata ai veri protagonisti della giornata, i ragazzi delle scuole superiori pavesi che, attraverso una discussione molto partecipata ed entusiasta, hanno affrontato con competenza una varietà di questioni connesse alle tematiche proposte dal progetto. Gli argomenti emersi hanno evidenziato e anlizzato tutte le diverse cause ritenute responsabili della debolezza in cui l'Europa versa, offrendo però anche gli 'antidoti". (m.g.p.)