Laziogate, la Mussolini dai giudici

ROMA.'Mmm... se parlo...". Alessandra Mussolini sembra mordersi le labbra per non rivelare il contenuto del colloquio di due ore con i magistrati di Roma e Milano sul ‘Laziogate'. Dopo essere stata ascoltata nella sede del nucleo operativo dei carabinieri di Roma, la leader di Alternativa Sociale ai giornalisti ha lasciato intendere che di cose da dire ne avrebbe tante. Invece, correttamente, si limita a dire 'mi hanno fatto delle domande, ho risposto".
Il procuratore aggiunto Italo Ormanni e il pm milanese Fabio Napoleone hanno ricevuto dalla leader una serie di notizie i cui riscontri li impegneranno per i prossimi giorni. Ormanni ha annunciato che non intende ascoltare subito altre persone coinvolte nella vicenda, come Storace o Marrazzo: 'Abbiamo altre cose da fare"; ed ha aggiunto: 'Non ha fatto nomi in particolare, ci ha dato notizie su cui faremo ulteriori accertamenti".
Niccolò Accame, braccio destro di Storace, al centro dell'inchiesta, ha rotto il silenzio e ha accusato la stampa di essere 'andata troppo oltre" annunciando di aver dato mandato a un legale di tutelare la sua immagine.