Stasera al Corallo penultimo capitolo della rassegna su Gesù nel cinema

PAVIA.Nell'anno domini 1492, un giovane ebreo di nome Giosuè viene espulso, assieme al suo popolo, in seguito all'editto con cui Isabella di Castiglia caccia dalla penisola iberica, dopo secoli di pacifica convivenza musulmani e giudei che rifiutando la conversione minacciano la purezza di quella che doveva diventare la cattolicissima Spagna. Si avvia da qui 'La passione di Giosuè l'ebreo" di Pasquale Scimeca, ulteriore capitolo della rassegna 'Chi credete che io sia?", in programma oggi (ore 21) al cinema Corallo. Dopo una serie di avventure arriva a Napoli. Ma anche da qui è costretto a fuggire, perché l'odio antigiudaico si è ormai diffuso ovunque. Approdato in Sicilia, va a vivere in un villaggio di carbonai fondato da ebrei che sono stati costretti a convertirsi al cattolicesimo. Un giorno, si reca nella vicina città di Hassin, dove vince una gara di erudizione. Come premio viene scelto per interpretare la figura di Cristo nella sacra rappresentazione della passione. Si immedesima cosi tanto nel ruolo, che l'Inquisitore (che ne ha intuito le origini) decide di farlo uccidere. Cosi, come il suo antenato ebreo 1500 anni prima, finisce per essere crocifisso, perché il Potere sempre e comunque non sopporta la Verità né tanto meno chi la rappresenta e la professa, in un epilogo, giocato abilmente sulla confusione fra illusione e realtà. Con la sua storia allegorica il film da un lato fa riflettere sulla matrice comune delle tre religioni monoteiste, dall'altra si propone come una forte denuncia della giudeofobia. Sostenendo il suo messaggio con un'ambientazione storica accurata e di grande fascino, una innegabile forza drammatica, un eccellente lavoro figurativo ed un cast che mescola non-attori a professionisti come Anna Bonaiuto e Toni Bertorelli.