Conflitto. «Guardate alle coop» «Dividere la politica dagli affari»
DOMANDA: Il conflitto di interessi tra il premier e il Berlusconi imprenditore che possiede la metà del sistema televisivo...
Berlusconi.Devo dire che gli italiani ritengono che il problema del conflitto di interessi, per quanto riguarda le televisioni Mediaset non esista (...) La sinistra, mentre noi eravamo all'opposizione, ha tentato di far si che venisse distrutta Mediaset, anche con un referendum. Gli italiani, a grande maggioranza, hanno detto: no, la televisione privata non deve essere toccata (...) Il vero conflitto di interessi è quel gigantesco conflitto che c'è tra la sinistra, le sue giunte comunali, provinciali, regionali, la lega delle cooperative, che hanno appalti dalle giunte di sinistra, che fanno utili che non sono tassati, che sostengono i partiti della sinistra, e tutto ciò che non è regolare e che viene denunciato alla magistratura, trova nella magistratura, e soprattutto in Magistratura democratica, organica alla sinistra, la più totale copertura.
Prodi.Vorrei dire che la disciplina del conflitto di interessi esiste in tutte le democrazie del mondo, non la farò in modo vendicativo, non ho nulla contro Mediaset, l'ho sempre definita una risorsa del paese. Non possiamo più avere un presidente del Consiglio che va fuori e dentro, come una porta girevole, dal Consiglio dei Ministri.
Berlusconi.Io non disprezzo affatto le cooperative ma non è accettabile un balletto continuativo delle stesse persone che diventano assessori, sindaci, dirigenti delle cooperative, dirigenti del partito.
Prodi.Giusto che ci debbano essere meno passaggi fra politica e cooperative, ma per carità, quando i suoi deputati vengono metà dalle sue aziende...».