«Bedo, quei dubbi restano» Fugazza ritorna all'attacco

BRONI.«Non é stata la sola maggioranza a sollevare dubbi sulla validità dell'intervento effettuato nell'alveo del torrente Bedo ma anche la minoranza ha fatto la sua parte». Mario Fugazza consigliere e capogruppo di Rifondazione Comunista ricorda come le forze di opposizione avessero presentato un'interrogazione sull'opera svolta al Bedo e avessero chiesto la nomina di un perito che esaminasse progetto e realizzazione. Fugazza dice di concordare con Bosini e in quanto ingegnere ed esperto del settore ribadisce che quel progetto sarebbe stato fatto meglio da un agricoltore e aggiunge: «Per fortuna non tutti gli ingegneri sono uguali e che sta agli amministratori affidare gli incarichi relativi alle opere pubbliche in base alle competenze e non ad altre qualità del professionista. L'assessore Montagna dice che il Genio Civile non ha più competenza in materia. E' vero. Il Genio Civile, che pure ha espresso pareri e imposto vincoli sul progetto originale come mostra la documentazione in Comune, ha avuto il coraggio di affermare che il progetto non è di sua competenza, perché riguarda la Protezione Civile. Questo equivale a paragonare la pericolosità del Bedo, che in quel tratto scorre attraverso la campagna bronese, a quella di un grande fiume come il Po, che quando esonda allaga interi paesi. E' evidente a chiunque che ciò è stato detto solo per chiamarsi fuori dalla questione». E Fugazza conclude sulla vicenda dei lavori contestati: «L'intervento è stato rifatto senza ulteriori spese per l'amministrazione comunale, o meglio per lo Stato, perché è da li che provenivano i quattrini. Voglio solo sperare che l'uso di prismi prefabbricati, invece di un tradizionale muro gettato in opera e ben fondato a sostegno della sponda, scelta fatta dal progettista per ragioni economiche, non si riveli ancora una volta una scelta azzardata». (m.p.a.)