Buttiglione lancia il turismo ambientale

VIGEVANO. Una splendida giornata di sole, l'ideale per immergersi completamente nella natura del Parco del Ticino. Il ministro per i Beni e le attività culturali, Rocco Buttiglione (Unione di centro), ha apprezzato il viaggio di ieri (il primo di un ministro dei Beni culturali) nel Parco: da Bereguardo, a Morimondo, da Besate a Castelletto di Cuggiono, da Bernate a Magenta. Accompagnato dal presidente del consorzio, Milena Bertani, il ministro Buttiglione ha parlato del Parco del Ticino come di «un bell'esempio, imitabile da altre realtà italiane».
Poi, per apprezzare pienamente il contatto con la natura, ha liberato alcuni storioni e una poiana che è stata curata dalla Lega per la protezione degli uccelli. Il ritrovo con i giornalisti al Centro «La Fagiana», di Pontevecchio (a pochi chilometri da Magenta), è slittato di circa tre quarti d'ora per un leggero incidente capitato all'auto che accompagnava il ministro e il presidente Bertani a Magenta: l'esplosione del vetro del tettuccio apribile. Fortunatamente solo un po' di spavento, ma nessuna ferita. Alla «Fagiana» il ministro è stato accolto dagli uomini del Parco in divisa e da vari amministratori, tra cui il consigliere pavese Fabrizio Fracassi, e ha dedicato qualche minuto ai giornalisti.
«La bellezza - ha sottolineato Rocco Buttiglione - è una dimensione fondamentale della vita dell'uomo, per quello dobbiamo valorizzare le nostre zone paesaggistiche». Il ministro ha parlato della crisi del sistema turistico tradizionale italiano «sole-mare-montagna» (-1%), mentre è in crescita il turismo di chi cerca i paesaggi, il contatto con la natura, con i beni architettonici e culturali (+4%).
«Allora - ha sottolineato il ministro Buttiglione - serve un'offerta turistica integrata». Ieri mattina Buttiglione è stato accompagnato dal presidente Milena Bertani lungo i boschi del Ticino, da Bereguardo, proseguendo poi verso tutta la zona che tocca la sponda vigevanese, per arrivare a Morimondo nel primo pomeriggio.
Vigevano, con la sua piazza Ducale e il Castello, i beni architettonici della Lomellina, si possono sposare in un'offerta turistica completa con i paesaggi e l'eco-turismo nel Parco del Ticino? Ci sono le risorse? «Si devono sposare - risponde il ministro Buttiglione - Noi stiamo lavorando a costruire itinerari, abbiamo un'offerta culturale sparsa su un territorio molto vasto. Ma si devono unire l'eco-turismo e quello culturale».
Al presidente Bertani, che ha chiesto la nascita di un Osservatorio per il paesaggio nel territorio del Parco del Ticino, preoccupata per l'avanzare costante delle infrastrutture (strade, ferrovie, aereoporto) che gradualmente «mangiano» grosse fette di territorio, il ministro ha detto: «Con il nuovo Codice dei beni culturali abbiamo forti competenze sui beni paesaggistici: vi assicuro che vogliamo esercitare fino in fondo le nostre competenze».
Il ministro ha affermato quindi che «è l'economia della bellezza che richiede una maggiore tutela».
Il settore dell'eco-turismo, dell'unione tra beni culturali e naturali «è un settore in espansione - ha detto il ministro - perché corrisponde a un bisogno dell'animo umano. Io credo che ci saranno opportunità per i giovani in questo settore. Noi abbiamo appena aperto l'albo degli archeologi: questo significa, ad esempio, che questi professionisti dovranno essere ascoltati nelle valutazioni di impatto archeologico».
Buttiglione si è detto poi affascinato dall'abbazia di Morimondo, un gioiello alle porte di Vigevano e di Pavia, «dove si trova una campagna trasformata dal lavoro dell'uomo secondo lo spirito benedettino: è l'unione di bellezza e lavoro».
Il ministro Buttiglione, prima di visitare Villa Clerici al Castelletto di Cuggiono (Mi) e di incontrare gli amministratori pubblici della zona al teatro Lirico di Magenta, si è inoltrato nei boschi del Centro Parco «La Fagiana», dove ha reintrodotto nelle acque del Ticino alcuni storioni dotati di microchip per il riconoscimento individuale e dove, ricevutala dalle mani di Veronica Burresi (responsabile del centro Lipu), ha lanciato in volo una poiana che era stata ferita a un'ala, nei pressi di Genova, forse da qualche bracconiere, ed è stata curata dalla Lipu nel Centro di recupero fauna selvatica alla «Fagiana».