«Scelga: il letto o la carrozzina»
PAVIA La burocrazia è strana, spesso non ha il cuore. Può accadere - come è accaduto a più di una famiglia anche nel Pavese - che a un giovane tetraplegico che trascorre le sue giornate tra il letto e una poltrona speciale che sorregge i suoi muscoli ormai atrofizzati, venga chiesto di scegliere: o il letto basculante o la carrozzella. O stai sdraiato a guardare il soffitto tutta la vita o stai seduto giorno e notte. L'Asl fornisce un solo presidio sanitario. Chi prende la sedia a rotelle deve restituire il letto (che l'Asl stessa peraltro gli ha concesso anni prima). E' una forzatura, ovvio. Ma allo sportello qualcuno si è sentito dire: «Mi spiace, devo sanare una posizione». Suo figlio, un numero nel computer.
«Non puntiamo il dito contro l'Asl di Pavia, ma vogliamo che il vuoto legislativo e gli anacronismi attorno a questo problema vengano affrontati» mette subito in chiaro la mamma di Simone Gaggi, 30 anni, di Casei Gerola. Il figlio è paralizzato dalla nascita. La carrozzella sulla quale vive buona parte della sua giornata è ormai consunta, riaggiustata, rattoppata dai genitori che si inventano i marchingegni più strani per alleviare il dolore del figlio.
«Abbiamo fatto regolare richiesta per ottenere, come previsto dalla normativa, la sostituzione della carrozzella. Ma a quel punto ci è stato richiesto di restituire il letto e il materasso antidecupito che ci era stato assegnato dalla stessa Asl tempo prima. Solo chi è allettato 24 su 24 ne ha diritto. E se non hai la possibilità di provvedere con i mezzi tuoi, comprandone un altro, è una vera tragedia». La mamma di Simone lotta da qualche anno a colpi di lettere e carte bollate. Ma ora si è rivolta ad un legale, l'avvocato Alessio Fieschi, per valutare la possibilità di intentare una causa. Una strada per vedere riconosciuti dei diritti. «Quello alla salute, ad esempio, sancito dalla Costituzione» dice esasperata.
«La beffa - sottolinea Gabriele Bozzati, 44 anni, di Siziano - è che letto e materasso non vengono recuperati. Chi è venuto a smontare il mio letto elettrico l'ha fatto in modo maldestro, dimenticandosi anche alcuni pezzi a casa mia. Dubito sia stato riciclato». Lui è paralizzato dal 1978 a causa di un incidente. Oggi dovrebbe ritirare una carrozzina nuova, dopo un anno e mezzo di attese e trattative. «Niente di particolarmente sofisticato - spiega - ma ho dovuto integrare 800 euro di differenza. E ricomprarmi il letto elettrico da 900 euro. Eppure quando mi era stato concesso l'Asl sapeva che ero titolare già di una carrozzina. La mia famiglia mi aiuta ma penso a un povero pensionato con la minima...».
Anche il padre di Paolo Mogliatti, di Pavia, ha dovuto caricare il letto del figlio su un furgone, nel bel mezzo di una torrida estate, e riconsegnarlo per avere in cambio una carrozzina. Suo figlio ci passa la giornata sulla sedia a rotelle attrezzata. La comanda con il mento. Unico movimento concesso dal tragico incidente di undici anni fa. «Era in vacanza in Grecia con gli amici - spiega - Un tuffo è stato fatale. Riportarlo in Italia è stata un'odissea. E non si è preparati a questo tipo di esperienza. Si prendono le misure giorno per giorno «pagando prezzi alti come l'indifferenza, la carenza di informazioni, le lungaggini burocratiche per sbrigare le partiche. Io sono pensionato, ma una persona che lavora avrebbe serie difficoltà». Paolo, diplomato in elettronica, nuotatore a livello agonistico, non si è mai arreso. Grazie all'amore della sua famiglia non ha fermato la sua vita a quel drammatico 13 agosto del 1994. Lavora al computer grazie al viva voce, legge i libri grazie a una scrivania con leggio fatta su misura e sfoglia le pagine con un mouse pilotato dal mento, cambia i canali della tv tenendo in bocca un bastoncino. Lotta ogni giorno con coraggio, seduto sulla sua carrozzella nuova, ottenuta dopo aver restituito il letto ospedaliero a manovella e il materassino tutto pieno di rattoppi. (m.g.p.)