Lo stupro di Gallarate «Un incubo senza fine»

VARESE.«Come medico mi è capitato spesso di visitare donne che avevano subito violenze sessuali. Ho sempre avuto il terrore che potessi fare la stessa fine. E' orribile ma è capitato anche a me quell'incubo senza fine»: sono le drammatiche parole della 43enne medico di Gallarate (Va) stuprata domenica mattina in un parco periferico. «E' stato atroce, quell'uomo è stato un mostro. Mi ha picchiata e dopo la violenza ha cercato di strapparmi da dosso l'unica cosa di valore che avevo, una catenina. Non c'è riuscito ed è scappato». La donna è stata giudicata guaribile in una ventina di giorni per una serie di escoriazioni e contusioni subite mentre disperatamente cercava di sfuggire all'aggressore. L'uomo l'avrebbe sorpresa alle spalle sferrandole poi un pugno in volto prima di strapparle da dosso la tuta da jogging e portare a termine il suo brutale proposito. «In quel parco ci vado tutte le domeniche e di solito si incontra parecchia gente. Domenica, forse per il forte vento, ho incrociato soltanto un ragazzo. Mi auguro che quel mostro venga catturato al più presto e che paghi a lungo le conseguenze di quello che ha fatto». Le indagini, coordinate dal sostituto Loredana Giglio della Procura di Busto Arsizio, proseguono incessantemente. Si sta cercando di capire se il violentatore conoscesse le abitudini della sua vittima anche se si sospetta un «reato di impeto», ovvero che ha colto l'occasione senza aver mai visto prima la 43nne. Ipotesi suffragata dal fatto che il luogo scelto per lo stupro è si piuttosto isolato ma comunque è un parco dove d'abitudine vi è parecchia gente.