Alla sanità lombarda 14 miliardi

MILANO. Ammonta a 14 miliardi e 100 milioni di euro la quota di riparto del Fondo sanitario nazionale a disposizione della Regione Lombardia per il 2006. Lo ha annunciato ieri il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. E' quanto è stato stabilito al termine dalla Conferenza straordinaria delle Regioni, riunita nei giorni scorsi a Roma per cercare un'intesa sul riparto dei 92 miliardi di euro stanziati dal governo per i servizi sanitari.
«L'accordo raggiunto - spiega il presidente Roberto Formigoni - è estremamente positivo: la Lombardia è riuscita a incrementare sensibilmente la propria dotazione finanziaria per la salute dei cittadini. Questo ci consentirà di migliorare ulteriormente gli standard qualitativi della sanità lombarda, che sono già in assoluto i migliori del Paese». Negli ultimi cinque anni, l'ammontare del Fondo Sanitario nazionale è salito da 61 a 92 miliardi di euro. «Uno sforzo notevole - aggiunge Formigoni - che testimonia l'attenzione del Governo nazionale nei confronti dei servizi alla persona. Tuttavia, il Parlamento e l'esecutivo che si insedieranno dopo le elezioni dovranno inserire nell'agenda politica i problemi legati al continuo e vertiginoso aumento dei costi per la salute, soprattutto nel settore della non autosufficienza». «Il mio auspicio - conclude Formigoni - è che in futuro non si debba più ricorrere al consueto rituale della Conferenza straordinaria per il riparto del Fondo. Le risorse della sanità dovranno essere riconosciute attraverso l'avvio di un vero federalismo fiscale, attraverso il quale i cittadini lombardi e di tutta Italia potranno ricevere, in modo più equo e diretto, una parte del prelievo fiscale».
Il presidente della Regione Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, sul riparto del Fondo sanitario, ha espresso la «piena soddisfazione per una conclusione positiva di un lavoro comunque non facile e reso complicato dalla crescita zero del Fondo sanitario nazionale» ed ha osservato come vi sia stata una sottolineatura unanime, da parte delle Regioni, della sottostima del Fondo: lo stesso governo parlava di un «tendenziale» di 95,6 miliardi di euro (complessivamente la somma che le Regioni si sono ripartite, compresi i 2 miliardi per il ripiano dei debiti pregressi e il miliardo per il recupero del disavanzo strutturale, è di 93 miliardi di euro). «Ora - ha concluso Errani - ci sono molte cose da fare, a cominciare dalle Conferenze del 16 marzo prossimo, per assicurare qualità, e servizi efficaci ai cittadini».