Il British Museum vuole esporre la medaglia dell'artista pavese Grilli
PAVIA. Il British Museum di Londra ha chiesto allo scultore pavese Angelo Grilli il consenso ad esporre la medaglia da lui ideata per il Centro Dantesco di Ravenna e presentata recentemente, in occasione del quarantesimo anniversario della Lettera apostolica 'Motu Proprio" di Papa Paolo VI per il settimo centenario del Poeta della Divina Commedia. «La società Johnson di Milano - scrive l'artista nella lettera dell'8 marzo a mister Attwood, rappresentante dell'istituzione londinese - mi ha comunicato il desiderio del British Museum di ricevere la medaglia.»
«Sono ben lieto - continua Grilli - di soddisfare la richiesta della vostra prestigiosa istituzione e provvedo a spedirvi due esemplari della medaglia; nel caso di esporle sarà possibile in tal modo rendere visibili tanto il verso quanto il recto». La medaglia di Grilli, che è di bronzo, è di valore inestimabile.
Il verso principale raffigura Paolo VI e Dante Alighieri, con il tradizionale copricapo ornato dalle foglie di alloro, che si guardano. «Il significato della medaglia è il seguente - spiega lo scultore nel progetto grafico - La Chiesa guarda il Sommo Poeta. Sua Santità, nel suo tipico atteggiamento pastorale benedicente, incontra lo sguardo di Dante. Questo 'sguardo" significa l'attenzione che il pontefice ha avuto celebrando il centenario dantesco attraverso l'invio di tre suoi doni preziosi: la Croce, la Corona d'alloro con il monogramma di Cristo e la Cattedra di studi danteschi, con cui Paolo VI ha voluto simboleggiare la Fede, la Speranza e la Carità. Il Poeta, che per queste virtù visse e compose la Commedia, è in atteggiamento filiale, dall'espressione quasi affettuosa, con la bocca leggermente aperta, come per aderire e ringraziare degli omaggi ricevuti».
«Il recto della medaglia - continua Grilli - ha al centro Beatrice che si libra nel cielo stellato del Paradiso; al di sopra del suo capo, nel cielo, si stacca la croce d'oro posta sulla tomba di Dante a Ravenna. Evidenziando le braccia in avanti, le mani reggono il libro aperto della Divina Commedia, su cui vanno ad appoggiarsi la corona d'alloro d'oro e il monogramma d'oro di Cristo, posti nel Battistero del 'Bel San Giovanni", come lo chiama Dante, a Firenze. Dal libro aperto fluisce una fonte di acque perenni, che alimenta la terra, rendendola fruttifera ed ubertosa, giardino per l'umanità e promessa per il futuro. La fonte è simbolo della Carità d'amore, destinata, tramite l'Università Cattolica di Milano, ad illuminare la promettente gioventù. Nel basso del recto, infine, c'è la visione della terra fecondata dall'uomo».
Come ha scritto l'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, «un esemplare in argento della medaglia è stato consegnato in gennaio al Santo Padre Benedetto XVI. Il 13 settembre scorso, 'Dantis poetae transitus", è stato celebrato il 684º anniversario della morte di Dante Alighieri nel quarantennale del dono di Papa Paolo VI della Croce d'oro per la tomba del Sommo Poeta. Il 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, il Pontificio consiglio della cultura ha organizzato un convegno sui contenuti della Lettera apostolica di Papa Montini».
Di Angelo Grilli, frattanto, è in corso alla galleria 'Il Caffè dell'Arte" in corso Carlo Alberto a Pavia, prorogata fino al 31 marzo (originariamente era prevista in programma dal 30 novembre al 31 dicembre), una mostra di bronzetti, ceramiche, pietre, medaglie e disegni. «La mostra - spiega Grilli - è un omaggio a mio padre Vittorio, egli pure scultore e mio primo maestro, nato nel 1905 e morto nel 1976. Era nato a Fossarmato, era rimasto orfano in tenera età ed era stato affidato alle cure dell'orfanotrofio cosiddetto dei Colombini».
Grilli ha esposto dal 23 luglio al 7 agosto 2005 alla Corte del Castello Malaspina di Varzi, rassegna organizzata dall'associazione culturale Varzi Viva. La mostra è stata una retrospettiva sull'attività dell'artista, «pavese di nascita ma cittadino del mondo». Si è trattato di una trentina di opere che sono di proprietà del conte Faustino Odetti di Marcorengo. (s. c.)