Mille euro per un prestito «fantasma»
PAVIA. Gli serviva un prestito, alla fine ha pagato 1.350 euro per non avere nulla. La finanziaria alla quale si è rivolto gli ha fatto firmare due contratti: il cliente ha scoperto 'in corsa" che quella a cui si era rivolto in realtà non era una finanziaria ma un semplice intermediario, incaricato di individuare qualcuno disposto ad offrire il prestito richiesto. Alla fine l'uomo ha segnalato il raggiro a Federconsumatori, che in queste ultime settimane avrebbe ricevuto altre quattro segnalazioni analoghe anche attraverso il telefono antitruffa. Il prossimo passo proabilmente sarà quello di rivolgersi alle forze dell'ordine.
A raccontare l'episodio è lo stesso presidente di Federconsumatori, Mario Spadini. «Nell'ultimo caso che ci è stato segnalato un pavese si è rivolto ad una finanziaria leader nel campo con tanto di iscrizione all'Uic (Ufficio italiano cambi) - spiega Spadini - La richiesta era di 10 mila euro, quindi una cifra ragionevole che si poteva rimborsare con 101,23 euro al mese per 60 rate, almeno cosi recitava la pubblicità». «La prima risposta è stata di grande disponibilità - prosegue il presidente di Federconsumatori Pavia - I resposnabili della finanziaria hanno chiesto il conferimento dell'incarico e un anticipo di 350 euro per le spese, garantendo di 'erogare rapidamente il prestito"». «Ma come, non lo erogate voi il prestito?». Il cliente è caduto dalle nuvole. La risposta dei suoi interlocutori non l'ha tranquillizzato del tutto: «Cifre di questa entità - hanno spiegato - devono passare ad un'altra finanziaria. Possiamo procedere solamente se ci consegna l'anticipo».
Dopo qualche giorno la finanziaria ha telefonato al cliente comunicando un problema. «A suo carico risulta una scrittura negativa presso una delle centrali rischi, scrittura che impedisce l'erogazione di qualsiasi prestito - hanno detto i responsabili - Noi però siamo in grado di chiedere immediatamente la cancellazione e quindi riprendere la strada dell'erogazione del prestito. Si tratta di firmare un altro contratto di incarico e di corrispondere 2 mila euro di parcella alla finanziaria». Il cliente ha consegnato mille euro dietro assicurazione che la società avrebbe provveduto ad inviare con sollecitudine la lettera di protesta alla centrale rischi.
«Ma in quel contratto c'è qualcosa che non va - spiega Spadini - La lettera non ha fondamento giuridico, inoltre è noto tra gli addetti che la procedura di visione dei dati contenuti in una centrale rischi è abbastanza semplice e gratuita: i moduli si scaricano da Internet. Infine è conosciuto anche il fatto che la cancellazione di eventuali note negative da una banca dati di rischio si può ottenere dimostrando che si è verificato un errore o attraverso chi la scritto la nota, dopo le opportune variazioni e non certo con una lettera scritta da un terzo, in questo caso la finanziaria interessata».
«Quindi riteniamo che il cliente in esame abbia subito una vessazione - conclude Spadini - Certo, in genere i messaggi pubblicitari risultano essere allettanti: uno di questi, ad esempio, garantisce che 2.582 euro di prestito si possono rimborsare con 60 rate da 50,61 euro ciascuna. Ma è provato dalle nostre ricerche che non una di queste pubblicità dà luogo all'erogazione effettiva di un prestito a quelle condizioni». (d. z.)