Milosevic trovato morto in cella

ROMA. Tra mille polemiche, accuse e rammarico, l'ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic, dal 2002 sotto processo per crimini contro l'umanità, è morto ieri mattina nella sua cella in una prigione dell'Aja, dove era sotto processo al Tribunale internazionale per i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia. Le cause che hanno determinato la morte di Milosevic, da tempo malato di ipertensione e di disturbi cardiaci, saranno all'esame del tribunale internazionale che ha disposto un'inchiesta.
Il legale dello scamparso uomo forte di Belgrado ha detto che il suo assistito temeva di essere avvelenato, mentre dal Tribunale dell'Aja si è fatto sapere che «non vi sono elementi che facciano pensare al suicidio», anche se «è prematuro concludere che si sia trattato di morte naturale e che bisogna attendere i risultati dell'autopsia».
La notizia della morte di Milosevic è stata diffusa immeditamente in Serbia dall'emittente televisiva indipendente serba B92. Poco dopo la moglie dell'ex dittatore serbo, Mirjana Markovic, che da tempo vive in esilio a Mosca, ha accusato il Tribunale penale internazionale dell'Aja per la morte del marito: «Il tribunale ha ucciso mio marito». Mirjana era considerata negli anni Novanta la vera ispiratrice della politica nazionalistica del regime serbo nei Balcani. Dall'Aja il Tribunale internazionale ha spiegato però che per ragioni di salute di Milosevic il processo a suo carico aveva subito numerose sospensioni, anche se recentemente i giudici avevano respinto la richiesta della difesa di potere trasferire l'imputato in una clinica di Mosca. Da Lugano è intervenuta sulla morte di Milosevic anche il procuratore capo del Tribunale sull'ex Jugoslavia Carla Del Ponte, sostenendo di essere «amareggiata e perplessa per il lavoro incompiuto». «Ho saputo della sua morte - ha detto Del Ponte prima di lasciare Lugano per l'Aja - mezz'ora dopo che l'hanno trovato in cella morto e naturalmente sono molto dispiaciuta per che è successo. Non me lo aspettavo - ha aggiunto - perché sotto il profilo della salute era seguito da numerosi medici e bisognerà aspettare i risultati dell'autopsia per vedere se è morte naturale o suicidio. Sono molto dispiaciuta come procuratore. Per tutte le vittime di questi crimini è inaccettabile che non si sia potuti giungere alla sentenza finale che secondo me non poteva essere altro che una dichiarazione di colpevolezza e quindi una condanna». Del Ponte ha anche detto che il lavoro del Tribunale continuerà, anche perchè «abbiamo diversi altri accusati che aspettano processi. Vogliamo inoltre avere i nostri grandi latitanti, Karadzic e Mladic».
Diverse reazioni anche da parte delle cancellerie europee. Da Vienna, presidente di turno dell'Unione europea, fanno sapre che la morte di Milosevic non cancella la necessità che la Serbia e il Montenegro facciano i conti con il proprio passato. Un dura presa di posizione poi da parte dei parenti delle vittime massacrati a Srebrenica nel 1995 sull'ordine di Milosevic: «Resta il castigo di Dio», ha detto Hajra Catic, presidente dell'Associazione madri di Srebrenica, esprimendo rammarico per il fatto che la morte abbia risparmiato all'ex dittatore jugoslavo «la giustizia degli uomini». Duro commento alla morte di Milosevic anche da Richard Holbrooke, mediatore degli accordi di pace di Dayton: «Non verserò una lacrima per la sua morte».
Il giudizio del governo italiano sulla morte del defunto uomo forte di Belgrado è stato espresso dalla Farnesina: «Anche se il lavoro del Tribunale dell'Aja non potrà in questo caso essere portato a termine, le responsabilità di Milosevic sono state universalmente riconosciute e condannate». (b.z.)