Dal Leonka all'Orso La rete dei movimenti

MILANO.Uno per tutti, il Leonka. Lo spazio occupato più grande d'Europa è anche il più famoso della città. Ma entro i confini di Milano sono in tutto 16 i centri sociali attivi, figli in gran parte del movimento studentesco che agli inizi degli Anni 70 voleva solo «prendersi gratis la musica». Oggi si ritrovano legati dall'antifascismo, innanzitutto ma anche dalla figura tragicamente comica di San Precario, simbolo dei nuovi umiliati. Collegati tra di loro da una rete di fitti scambi culturali, i ragazzi dei centri sociali sono capaci di mobilitarsi nel giro di poche ore. Utilizzano internet: siti, blog di riferimento, mail. Ma si contano sulle dita di una mano quelli che sono più spesso protagonisti delle cronache. I più attivi sul tema dell'antifascismo sono l'Orso, Officina della resistenza sociale, nella zona sud della città, è molto vicino alla cultura Sharp (red skin e antirazzisti) e il Pergola. Tra i punti di riferimento dell'area antagonista milanese il Csa Vittoria e il Deposito Bulk, che raggruppano i Rasc, rete autogestita studenti e collettivi.
I più giovani fanno invece riferimento al Coordinamento dei collettivi studenteschi del Cantiere, dove si riuniscono i ragazzi delle scuole superiori. Su Indymedia, uno dei loro siti di riferimento, si legge tra l'altro: «Marzo per il movimento milanese è un mese intriso di sangue e di ricordi dolorosi, come l'assassinio di Fausto e Iaio, il vile agguato mortale a Dax e i pestaggi dei compagni accorsi all'ospedale San Paolo. In coincidenza con le giornate dedicate a questi tristi eventi i fascisti vogliono marciare su Milano. Non possiamo permetterlo». Praticamente una chiamata alle armi. (o.p.)