Tribunale, protesta dei dipendenti

PAVIA. Cresce il malcontento tra i dipendenti del palazzo di giustizia. Ieri mattina hanno tenuto un'assemblea indetta dalle Rsu. E' stato stilato un elenco di richieste, per lo più relative alla sicurezza del fabbricato, che oggi verranno sottoposte al presidente del Tribunale. La situazione è precipitata dopo che sono iniziati i lavori finalizzati alla ristrutturazione.
Oggi alle 13 si terrà la riunione annuale relativa alla legge 626 per la sicurezza sui posti di lavoro. In questa occasione i rappresentanti dei lavoratori consegneranno al presidente del Tribunale, Piergiovanni Palminota, un elenco che è un po' il riassunto di quanto emerso ieri mattina durante l'assemblea.
Il primo argomento riguarda le scale anti-incendio in metallo che sono state realizzate fuori dal corpo del fabbricato, come prescrive la legge. I lavoratori vogliono verificare se la struttura sia stata approvata dai Vigili del fuoco. Le scale, infatti, partono dal secondo piano, ma si fermano al primo. Da questo punto al suolo si trovano quasi quattro metri di vuoto.
La seconda richiesta è finalizzata a ottenere che si svolga una prova simulata di evacuazione del palazzo di corso Cavour. Lo prescrive la legge 626 e, nelle ditte private, tale simulazione viene effettuata almeno una volta l'anno per addestrare i dipendenti in caso di emergenze.
Un'altra istanza riguarda la collocazione di segnali che indichino, qualora si rendesse necessario, le vie di fuga. Negli ultimi giorni sono comparsi cartelli che indicano le scale di sicurezza. Ma per il visitatore occasionale queste scritte potrebbero non essere sufficienti.
All'esame del presidente finirà anche la questione del 'micro-clima". In uno dei prossimi fine settimana, infatti, verrà abbattuta una delle due rampe di scale che portano al secondo piano. I lavori proseguiranno anche la prossima estate. Lo scenario che si profila per i dipendenti è quello di dover tenere porte e finestre chiuse per evitare l'ingresso della polvere prodotta dai lavori, ma, al tempo stesso, di non poter disporre di impianti di climatizzazione. Una prospettiva poco piacevole se la temperatura esterna raggiungesse gli stessi livelli degli scorsi anni.
Infine si tornerà a porre la questione della rimozione delle barriere architettoniche. Cosi come è oggi il Tribunale è quasi impraticabile, almeno al primo e secondo piano, a soggetti con problemi di deambulazione. In caso di emergenza, evacuare una persona su una sedia a rotelle dall'ultimo piano potrebbe rivelarsi un dramma. D'altro canto è già accaduto che un disabile dovesse attendere, all'ultimo piano, la buona volontà di due poliziotti che lo hanno portato giù dalle scale a braccia, posto che l'ascensore era fuori uso.
Le organizzazioni sindacali (ieri era presente Massimilano Preti della Cgil) sono pronte a proclamare lo stato di agitazione. «Le questioni sollevate - ricorda Preti - hanno a che fare in primo luogo con le condizioni di lavoro dei dipendenti. Non dimentichiamo, tuttavia, che il palazzo di giustizia è quotidianamente frequentato da decine e decine di altre persone, tra avvocati, praticanti, forze dell'ordine e soggetti coinvolti nei procedimenti giudiziari. Per questo occorre trovare una soluzione a una situazione che si trascina da troppo tempo». (f.m.)