E in consiglio comunale volano insulti L'opposizione: «Sia fatta chiarezza»

PAVIA.Luigi Duse ha già chiesto agli uffici del Comune di ottenere la sbobinatura integrale e i verbali. Parole grosse («omino mantenuto») sono volate da Veltri al suo indirizzo l'altra sera in consiglio comunale. A originare la scintilla è stata proprio la vicenda dell'Ufficio traffico. O meglio, la richiesta da parte della minoranza e del Cantiere di ottenere «maggiori chiarimenti almeno dal punto di vista amministrativo», visto che le indagini sono ancora in corso. Chiarimenti forniti, seppur in modo estremamente sintetico, dal sindaco, ma che non hanno convinto la maggioranza. Il diverbio ha visto attimi particolarmente concitati: Veltri che si rivolge a Cinquini con l'appellativo di 'yesman", e Cinquini che si catapulta verso Veltri in un improbabile tentativo di contatto fisico, per fortuna scongiurato. Un episodio tragicomico che ha fatto da cornice alla seria discussione attorno alla bufera giudiziaria che si è abbattuta nelle ultime settimane sull'Ufficio traffico e alcuni dirigenti. Diverse le istant question presentate dai consiglieri di minoranza. Per Alleanza Nazionale è necessario «conoscere se sia stata sequestrata documentazione riguardante attività svolte dai funzionari nell'esercizio delle loro funzioni». Cristina Niutta di Forza Italia, preferisce soffermarsi sul trasferimento di Capone «ad un altro incarico», come comunicato dallo stesso sindaco pochi giorni dopo l'avvio della vicenda. «La legge prevede il trasferimento di un dipendente pubblico a diverso ufficio solo a seguito del rinvio a giudizio per determinati reati, e non prima - ha incalzato Niutta -. Chiedo quindi di sapere se il trasferimento è stato concordato con il medesimo ovvero se è stato richiesto dal dirigente responsabile del settore personale o dall'assessore competente per materia». Trivi (Fi) ha chiesto se dopo gli svilupppi che sta assumendo l'indagine «il vicesindaco Filippi sia sempre convinto che l'acquisizione di fascicoli presso l'Ufficio traffico non sia diretta ad indagare sull'attività amministrativa dell'Ente, bensi sui rapporti di conflittualità personale tra dipendenti». La risposta del sindaco Capitelli, che ha letto un asciuttissimo comunicato in cui veniva espressa la volontà di intervenire in un'indagine di tipo amministrativo e giudiziario, non ha convinto l'opposizione. Ed è stato subito scontro. «Il sindaco ha dimostrato un vero e proprio atto di forza in consiglio - commenta Labate -. Si era proposto di costituire una commissione di controllo per valutare dal punto di vista amministrativo e non certo penale se l'azione di alcuni funzionari dello stesso ufficio avesse presentato irregolarità per l'amministrazione comunale. Il sindaco, dall'alto del suo ruolo istituzionale e con un atteggiamento poco democratico, ha tuonato che non si sarebbe fatto nulla, terminando il suo discorso con un perentorio 'punto e basta", dimostrando notevoli segni di irritabilità. Ci sorge il dubbio che abbia paura di rendere edotti i consiglieri di ciò che possa essere avvenuto nelle stanze di alcuni uffici comunali. E' nostro compito scoprire se vi siano state responsabilità politiche nella gestione di un settore nevralgico della città». (m. fio.)