Montecitorio, cerimonia degli addii
ROMA.Il deputato dell'Udc Massimo Grillo ha dato vita, ieri a Montecitorio, alla novità di un ultimo saluto in aula, perché non è più un candidato del suo partito, che ha lasciato perché in rotta con Totò Cuffaro, presidente della regione Sicilia.
Fino ad ora, ci si limitava a uno scambio di convenevoli in Transatlantico, tra abbracci e anche un po' di commozione, come per l'ultimo giorno di scuola. La scena si è ripetuta anche ieri, dopo la seduta sul decreto agro-alimentare. Con una festa particolare per due deputati ds, destinati a lasciare la Camera, dopo aver ricoperto cariche di rilievo: Renzo Innocenti, vice presidente del gruppo; Vincenzo Siniscalchi, noto avvocato napoletano e stimato presidente della Giunta per le autorizzazioni.
Grillo ha prodotto un po' di tensione in aula, raccontando la sua vicenda politica e motivando il suo desiderio che rimanessero agli atti le spiegazioni su «una fase importante» della sua vita. Anche Mario Lettieri ha preso la parola «per l'ultima volta in quest'aula». Ma spera di rifarsi al Senato come candidato della Margherita.
L'8 marzo ha stimolato i riferimenti al mondo femminile e ai suoi rapporti con la politica. Romano Prodi ha promesso il maggior numero possibile di donne al governo. Piero Fassino conta sul 33 per cento di donne ds in parlamento. Maria Ida Germontani spera per An in «almeno 15 donne tra Camera e Senato» Il ministro Stefania Prestigiacomo, Fi, si limita a prevedere che saranno di più e dice che Fassino ha dato più posti dopo «i mugugni» delle donne ds. La contesta Livia Turco, che l'accusa di «can can elettorali fuori luogo». Una donna data per eletta da Fi è l'attrice di 31 anni Fiorella Ceccacci, in arte Fiorella Rubino, che ha recitato con Tinto Brass in cinema, ha fatto Shakespeare in teatro ed è stata Rosetta nel «Rugantino». Idv ha il problema della sua Wanda Montanelli, in sciopero della fame da 10 giorni, perché Antonio Di Pietro le ha preferito la Federcasalinghe di Federica Rossi Gasparrini.
Francesco Rutelli dice, in generale, che ci sono più turbolenze nel centrodestra che nel centrosinistra e attacca l'idea di usare il parlamento «come autobus per sottrarsi ad alcune avventure giudiziarie». Di Pietro dice di voler sostituire con persone perbene i 24 parlamentari impresentabili che ci sono adesso. E annuncia che metterà in rete «chi ha alle spalle un passato giudiziario compromesso», a destra e anche a sinistra.