Montezemolo divide i poli


ROMA.Montezemolo che accusa il governo di non aver fatto niente sulla competitività, Berlusconi che reagisce dicendo che il presidente di Confindustria parla a titolo personale, Romano Prodi che scrive una lettera aperta al Corriere della sera per dire che «grazie a Istat, Draghi e Montezemolo, Cassandra per una volta vede riconoscere la ragionevolezza delle sue previsioni». Risultato: polemiche, fratture trasversali nei poli sulle parole di Luca Cordero di Montezemolo, con una propensione nel centrodestra a cercare più le contraddizioni in seno all'Unione che risposte alle critiche di Confindustria. Si dissociano Pier Ferdinando Casini, Udc, e Gianni Alemanno, An, per i quali è un errore polemizzare con Confindustria, mentre Forza Italia e Lega si schierano contro Montezemolo.
Se Ds, Prodi e Margherita riconoscono che Montezemolo dice cose condivisibili, Rifondazione, Verdi e Pdci non sono d'accordo.
Silvio Berlusconi torna sull'argomento in apparenza per smorzare i toni: «Non ho aperto nessuna polemica e non ho intenzione di aprire polemiche con nessuno - dice - Mi si accusa di aver lasciato nei cassetti il nostro programma liberale, è una cosa che non risponde al vero». Lunedi Berlusconi era andato più in là: «Quella di Montezemolo non è la critica degli industriali italiani, ma la critica di Montezemolo. Ho parlato con molti industriali. Montezemolo parla a nome suo». Secca la presa di distanza di Casini: «E' sbagliato polemizzare con Montezemolo. Sono d'accordo con lui che la questione della competitività italiana è il nodo centrale, ma i ritardi vengono da lontano». Anche Gianni Alemanno, An, ministro delle Politiche agricole, non è d'accordo con Berlusconi: «A me risulta che Montezemolo è stato eletto dall'assemblea di Confindustria con larghissimo consenso e fino a quando sarà il presidente di Confindustria avrà titolo a parlare a nome degli industriali italiani». «Sono convinto che si possa avere un buon rapporto con Confindustria», chiarisce meglio Andrea Ronchi, portavoce di An. «Pensi ai problemi della Fiat, piuttosto», dice Andrea Gibelli, Lega. «Alleati ipocriti alla ricerca di consenso pseudo-terzista che non arriverà mai», la critica ad An e Udc di Angelino Alfano, Forza Italia.
«Sia Draghi che Montezemolo - dice Piero Fassino, leader dei Ds - hanno fornito una analisi della situazione allarmante e preoccupante, che corrispode a quella fatta dal centriosinistra, indicando strategie politiche che corrispondono alle proposte del programma dell'Unione».
Fausto Bertinotti non ci sta: «E' bene - scrive su Liberazione - che la Confindustria di Montezemolo abbia abbandonato la collocazione politica della gestione precedente e la linea di rottura antisindacale da essa operata d'intesa con il governo Berlusconi. Ma ciò - avverte il segretario di Rifondazione - non può indurre l'Unione a considerare la Confindustria amica».
«Se Berlusconi immagina che Confindustria sia il giardino di casa sua sbaglia. Non lo è, e sarebbe sbagliato se lo fosse per il centrosinistra», dice Francesco Rutelli. Sintetizza per tutti Mastella, Udeur: «La politica ha il dovere di guidare i processi economici e sociali del Paese. Non è richiesta nessuna amicizia particolare, ma neppure una contrarietà pregiudiziale nei confronti delle parti sociali».

Alessandro Cecioni