Al Qaida prepara il «Bing Bang» negli Usa
WASHINGTON.Baghdad vive, in una calma di morte - una ventina le vittime, nonostante misure di sicurezza eccezionali - il suo secondo venerdi di preghiera consecutivo nel coprifuoco. E il generale George Casey, comandante del contingente americano, dice che «il peggio è passato», dopo l'ondata di violenza suscitata dall'attentato a un santuario sciita di Samarra, il 22 febbraio. In una decina di giorni, i morti, quasi esclusivamente iracheni, e civili, sono stati quasi 1.500, basandosi sui calcoli del Washington Post. Lo spettro della guerra civile resta immanente, anche se Casey spera possa essere evitata. Ma l'opinione pubblica americana crede che l'Iraq ci sia già, o stia per caderci:lo pensano quasi tre americani su quattro, il 73%, stando a un sondaggio della Gallup per conto della Cnn. La gente e l'Amministrazione non sono in sintonia sul conflitto. E il presidente George W. Bush, in viaggio in Asia, convoca alla Casa Bianca, la prossima settimana, i comandanti militari per valutare la situazione sul terreno e discutere i livelli di forza necessari. La situazione - Casey lo ammette - può precipitare da un momento all'altri. I terroristi di al Qaida, guidati in Iraq dal giordano Abu Musab al Zarqawi, stanno preparando un 'super-attentato', che l'intelligence Usa - sostiene la Cbs - definisce 'un big bang". Si tratterebbe di «un attacco terroristico devastante in Iraq contro un obiettivo singolo di altro profilo, o una serie di obiettivi da colpire contemporaneamente». L'intenzione sarebbe di alzare il livello di scontro e di rendere irreversibile la deriva verso la guerra civile: un Iraq diviso sarebbe una sconfitta per l'America di Bush.