Panariello: «Stasera si ride»


SANREMO.«L'ho già detto in sala stampa e lo ripeto: io nei miracoli ci credo e ve ne renderete conto già stasera, voi giornalisti, il pubblico dell'Ariston e la platea televisiva. Con Pieraccioni e Verdone daremo vita a qualche bel sipario, finalmente come li intendo io». Non è un Panariello particolarmente teso quello che incontriamo al Teatro Ariston nel tardo pomeriggio di ieri. Sapeva fin dall'inizio che la sua avventura da direttore artistico e conduttore della rassegna presentava molti rischi e ora si trova alle prese con questa specie di calvario tra show che non funziona, ascolti che crollano, raffronti inevitabili con il San Bonolis dello scorso anno. Lui, comunque, rimane un inguaribile ottimista.
Siamo alla metà del guado e mancano tre giornate al traguardo finale: ce la farà il Giorgione nazionale a risollevare coi cambiamenti in corsa le sorti di una maratona in cui ha perso punti preziosi nel passo falso della partenza? «Quello dell'Auditel, osserva, non è il valore decisivo, almeno per me. Ci tengo molto, invece, allo spettacolo, al suo ritmo, alla sua qualità. Del flop della prima serata mi assumo ogni responsabilità. Ho pagato lo scotto del noviziato sul palcoscenico dell'Ariston».
- Sono in molti a puntare il dito sulla squadra degli autori...
«E' la migliore che ci sia in circolazione: in parte vengono da 'Torno sabato" e in parte sono nuovi. Non affibbiamo loro colpe che non hanno. Il problema è che quando lavori con ospiti che non sono disponibili, come Travolta, tutto si complica. E' capitato anche a Bonolis con Hugh Grant».
- Totti non ha fatto i capricci, ma anche la tua intervista non è apparsa cosi graffiante...
«Il testo l'ho scritto io. Non sono un giornalista: mi piaceva mettere in luce l'aspetto di un campione del calcio che cambia i pannolini al suo bebé. Ma abbiamo parlato anche di altro. Era un'improvvisata e tale doveva rimanere».
- Già, le improvvisate: Del Noce ha sempre dichiarato di averti dato carta bianca. Quali sono i tuoi attuali rapporti con lui?
«Buoni. E' lui che mi ha voluto a Sanremo. Ci confrontiamo».
- L'impressione è che tu sia un direttore artistico a sovranità limitata e un conduttore col piede sul freno.
«Sbagliate. Mi occupo di tutto, dai manifesti agli spot. Sono io che ho scelto di dare questo taglio alla mia conduzione e non faccio marcia indietro. Quando la Rai mi ha chiesto di venire a Sanremo ho immediatamente posto questa condizione. Non sono qui per fare il comico o le imitazioni e nonostante le difficoltà vado avanti per la mia strada. Ma non mi chiamo Baudo e tutte le volte che vado in tv il pubblico me lo devo conquistare».
- Il rischio è che questo Sanremo venga ricordato solo per avere lanciato in orbita Victoria Cabello.
«Non è vero. Qualche buona canzone l'abbiamo individuata e i Giovani hanno il loro spazio. In ogni caso Vicky è una mia scoperta, ma anche Ilary si sta comportando benissimo».
- E dopo il Festival che cosa farai?
«Mi prendo un po' di riposo e poi ricomincio a lavorare. Mi hanno proposto due film, dovrò scegliere e in estate partono le prove del mio nuovo spettacolo che andrà in tour nella prossima stagione».
- Torniamo indietro di qualche mese: Del Noce ti telefona per dirti che ti vuole a Sanremo. Ci vai?
«Certo che ci vado, di corsa. A 45 anni quella del Festival è un'esperienza professionale da prendere al volo».

dall'inviato Franco Carratori