Victoria Cabello, l'arma vincente dell'umorismo

SANREMO.Responso dell'Auditel non esaltante, centralità della musica inesistente, show privo di ritmo: bilancio in rosso dopo le prime due giornate del Festival, ma almeno una Victoria Panariello l'ha messa a segno: si chiama Cabello. E' lei il personaggio emergente della 56ª edizione della rassegna, una sorta di salvagente in grado di tenere a galla la nave dello spettacolo che fa un po' acqua da tutte le parti.
Per la grande platea televisiva si tratta di una vera e propria scoperta, non per i più giovani aficionados del piccolo schermo che da qualche anno la seguono su Mtv e su Italia 1 come inviata delle Iene.
Alla vigilia della prima diretta dal Teatro Ariston ha detto di aver pianto due volte, ma poi, sul palcoscenico, è riuscita a controllare benissimo le emozioni, tanto da apparire quasi più disinvolta dello stesso Panariello e da conquistare spazi sempre più importanti, sino a concedersi una sfilata con le top model.
Parla bene l'inglese - fatto inconsueto per le vallette made in Italy - perché la mamma è nata a Londra e questo spiega anche il suo nome di battesimo. Non si imbarazza dinanzi ad alcun imprevisto nella scaletta dello spettacolo grazie agli insegnamenti ricevuti, almeno cosi spiega lei, dal maestro giapponese Kuniaki Ida nella scuola Paolo Grassi di Milano e dall'esperienza maturata come Iena.
Non è bella, non ha grandi seni da mettere in evidenza, ma non se ne fa un cruccio: il duello con Ilary l'aveva già vinto nelle conferenze-stampa della vigilia mostrando spiccate qualità nella comunicazione a suon di battute senza vergognarsi nello strappare talvolta il microfono dalle mani di Panariello. E se la Blasi ha conquistato il cuore di Totti, lei si dichiara felicissima del rapporto che vive con l'artista Cattelan, quello che impicca i bambini - ovviamente finti - per farci una scultura e raffigura il Papa schiacciato da una meteorite. Ma un limite Victoria ce l'ha: in qualche caso eccede nei suoi siparetti e rimane travolta dalla sua esuberanza. Com'è successo lunedi sera durante l'intervista a Travolta quando con l'incalzare delle domande ha quasi impedito che si ascoltassero le risposte. Piccoli vizi, presto superabili anche per la capacità di autocritica della Cabello che si è pubblicamente scusata con il popolo del Festival e con la traduttrice. (f.c.)