Partigiani e repubblichini in cattedra: confronto mezzo secolo dopo la guerra
VOGHERA.Sessant'anni fa si sparavano contro, l'altra mattina hanno raccontato la loro guerra ai ragazzi del Maserati in autogestione. Ore 9: lezione di Resistenza. Ore 11: il racconto di un reduce della Decima Mas. «Una civile, ordinata e corretta lezione di democrazia che spero possa valere anche per i professori del liceo Galilei, che hanno preferito metterci alla porta nonostante gli studenti ci volessero ascoltare...»: Giovanni Bottazzi, esponente della Fiamma tricolore, è lapidario. Pierenzo Domenichetti, vice preside del Maserati, sorvola sulle polemiche e commenta: «I nostri alunni hanno proposto gli ospiti e i temi dell'autogestione, il Consiglio d'istituto li ha autorizzati. Nel caso specifico è nata una lezione doppia. Per due ore ha parlato un partigiano e per le due successive un reduce della Decima Mas. I ragazzi hanno cosi avuto modo di ascoltare entrambi i racconti. Considerata la delicatezza dell'argomento a seguire la lezione c'era anche il preside, Domenico Zelaschi. Più che interventi politici - osserva Domenichetti - alla fine sono stati racconti di vita. Valutazioni di parte, certo, ma che hanno permesso alla platea di ripercorrere criticamente un periodo storico. Due testimonianze dirette portate civilmente da persone che tanti anni fa, oggi è incredibile pensarlo, si sparavano contro». Al Maserati tutto bene, al liceo no. «Un gruppo di ragazzi della sezione classica del Galilei (il Grattoni) aveva chiesto un intervento di un combattente della Decima Mas - racconta Bottazzi -, già ospite di una serata alla sala del Millenario. In passato i liceali avevano ascoltato gli ex combattenti della Resistenza. La richiesta pervenutaci è stata duramente osteggiata da un'insegnante in particolare, che è arrivata addirittura a minacciare le sue dimissioni. Se l'autogestione fosse stata vera, l'ultima parola doveva spettare ai ragazzi». Altro problema alla sezione scientifica della stessa scuola: «Alcuni ragazzi hanno una paura dei docenti che non c'era neanche prima del '68 - sbotta Bottazzi -. Prova ne è quanto accaduto anche allo scientifico. I ragazzi mi avevano proposto di parlare dei rapporti fra partito fascista e Fiamma tricolore. Pare che l'iniziativa sia stata, ancora una volta, stoppata dai professori. Ho ricordato che avevo già parlato di fronte a 500 liceali all'Arlecchino insieme a un esponente dei centri sociali milanesi nel corso di un testa a testa civile e applaudito dai ragazzi. Non sono una bestia di Satana, anche se forse qualcuno lo crede». Al Maserati è andata diversamente: «Si è svolto un civilissimo dibattito - conferma Bottazzi -. Il relatore è rimasto molto soddisfatto per l'attenzione di studenti e insegnanti. Il Maserati ha dato una lezione di democrazia e correttezza al Galilei». (e. b.)