Casini e Fini pronti allo sgambetto «I leader potremmo diventare noi»

ROMA.Quella frase in cui Silvio Berlusconi viene definito come «l'unico leader della coalizione», per sottoscriverla l'hanno sottoscritta tutti. Ma la competizione tra le cosiddette «tre punte», di cui proprio il premier ha finora sostenuto l'efficacia, non è affatto finita con la firma di un documento.
Il più chiaro di tutti è stato Pier Ferdinando Casini che, seppure sorridendo, l'ha detto chiaro e tondo: «Ieri (venerdi, ndr) abbiamo firmato un programma in cui abbiamo indicato Berlusconi come unico leader: infatti io non corro per essere l'unico leader della coalizione, ma solo per andare a Palazzo Chigi», ha spiegato ironico il presidente della Camera durante una manifestazione elettorale dell'Udc.
Una stilettata per il Cavaliere, costretto poco dopo a riceverne un'altra da quella che dovrebbe essere la sua seconda punta d'attacco, il leader di An. L'inizio è soft: «Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è il leader del Polo cosi come è scritto nel programma elettorale presentato ieri: non è in discussione», tranquillizza infatti Gianfranco Fini. Che però si affretta ad aggiungere: «E' altrettanto vero che con il proporzionale ogni forza politica tira l'acqua al suo mulino e se, al termine delle elezioni, avremo vinto come coalizione e An sarà il partito di maggioranza relativa, cosa che auspico ovviamente, il presidente di Alleanza nazionale sarebbe premier».
Un problema per il premier che, mentre il ministro dell'Economia Tremonti fa sapere che non disprezzerebbe una sua eventuale candidatura alla Camera, tra le altre cose deve sbrogliare anche il pasticcio relativo alla candidatura di Roberto Formigoni. Il presidente della Lombardia vuole candidarsi al Senato, ma all'interno di Forza Italia non tutti sono contenti.
Cosi ieri, al Mazda Palace a Milano, Berlusconi ha voluto anche lui mandare un messaggio: «Signor presidente della Lombardia, lei è e sarà costretto ad eliminare le liste d'attesa delle Asl», ha detto il premier. Parole che i più hanno tradotto come un invito a Formigoni a continuare a ricoprire il ruolo di governatore. Una lettura 'cattiva" respinta dalle persone vicine al presidente della Regione, che offrono una lettura diversa: la frase del premier, dicono, «non contiene un ‘no' alla candidatura di Formigoni, anzi contiene una lode per il presidente della Regione Lombardia».
Intanto ieri tutte le liste apparentate con Forza Italia hanno firmato anche loro una dichiarazione che indica in Silvio Berlusconi il capo della coalizione che si candida a governare. Tra le notizie di ieri, la candidatura di Alessandra Mussolini (Alternativa sociale) alla Camera, mentre dopo le polemiche dei giorni scorsi sui candidati «impresentabili», restano fuori sia il Mis di Pino Rauti che il Nuovo Msi di Saya. Collegato alla Casa delle libertà, invece, anche il Movimento sociale fiamma tricolore di Luca Romagnoli, che però non si candiderà.
A questo punto lo schieramento di centrodestra può dirsi completo, e può contare su 15 partiti in corsa per Montecitorio e su ben 20 per Palazzo Madama.
Carlo Lania