La storia della piccola A. e dei mille euro «svaniti»
STRADELLA.Una storia di speranza deluse per una famiglia in difficoltà. Si parte da una lettera della presidenza del Consiglio che informa come siano a disposizione, per ogni nuovo nato, ben mille euro. Unico requisito necessario perché la macchina burocratica si metta in moto: essere nati da poco. Basta molto meno, perché si inceppi. A. è una bambina di 14 mesi, figlia di immigrati albanesi. A suo nome è arrivata la lettera di Berlusconi: «Felicitazioni per il tuo arrivo» esordisce il testo, poi i soldi promessi. «Caro signor presidente, si legge nella lettera che una signora italiana ha scritto per conto di A. e della sua famiglia, il papà non la voleva aprire questa lettera arrivata per posta prioritaria. Pensava che fosse l'ordine di espulsione. Invece c'erano ben mille euro a disposizione». Un'autentica manna: ma come fare per riscuotere questo premio, pari a due salari di lavoratori precari ed irregolari, inviato dal Presidente del Consiglio? Andare all'ufficio postale. E qui scoppia il caso. Per incassare i mille euro bisogna dimostrare di avere certi requisiti dal punto di vista reddituale e quindi bisogna essere in regola. Ma senza lavoro o con lavori precari, non si può essere in regola. «Caro presidente, scrive ancora A. attraverso la penna amica di una nonna adottiva italiana che aiuta lei e la sua famiglia, alla posta hanno mandato via il mio papà, dicendo di fare in fretta se no chiamavano i carabinieri». I mille euro preannunciati da Berlusconi, quindi, per ora restano all'ufficio postale. Il caso segnalato non sarebbe neppure l'unico: altri bambini figli di genitori extracomunitari avrebbero ricevuto la lettera, ma l'accesso al bonus non sarebbe possibile. Da un lato dalla Presidenza del Consiglio parte una lettera e la promessa di un premio consistente, soprattutto per chi è povero, di mille euro. Dall'altra parte per riscuotere questo premio occorre essere in regola. E per essere in regola bisogna avere una regolare assunzione. Cosa non sempre facile da poter esibire.
Pierangela Ravizza