Italia aggrappata a Giorgio Rocca


SESTRIERE. Eccolo, finalmente. Il grande giorno è arrivato. Oggi tocca a Giorgio Rocca scendere in pista nello slalom alle 15 e alle 18.30. Si, perché la disciplina regina dello sci alpino, la più tecnica e affascinante, si svolgerà al Sestriere in notturna sotto i riflettori. Tocca a Rocca salvare la nostra disciplina più celebrata, lo sci alpino, l'unico motivo di delusione e fallimento di Torino 2006 (finora neppure un podio né tra gli uomini né tra le donne, andate maluccio anche ieri in gigante).
'Io non sono l'Italia", ha cercato di difendersi Giorgio Rocca quasi ad allontanare da sè l'ingrato compito di salvatore della patria. Invece è proprio cosi: l'Italsci è ancora tristemente senza medaglie e l'ultima speranza è in Giorgio Rocca. 'Il favorito sono io", ha però anche ammesso il trentenne campione di Livigno, che ha dominato la stagione di Coppa del Mondo con cinque successi consecutivi nello slalom, la specialità più difficile, quella in cui si va a pelo sul palo, e in cui il rischio di saltare è in agguato sotto ogni grumo di neve, quella in cui occorrono non solo gambe e tecnica buona ma soprattutto nervi saldissimi. Il 'Maestro" (come lo ha chiamato lo speaker di Adelboden vedendo in lui un talento da grande artista degli sci) tutte queste cose le sa. Ed è ben consapevole che quelle cinque vittorie e il primato della classifica di specialità fanno di lui, soprattutto sulle nevi di casa, l'uomo da battere. E questo fa si che su di lui la pressione sia enorme, roba da far tremare i polsi e le gambe. Ma Beppe Vercelli, lo psicologico dell'Università di Torino che ha contribuito in maniera determinante a trasformare Rocca in un atleta vincente, sembra assolutamente tranquillo: 'Giorgio - rassicura - ha uno sguardo sorridente. E' tutto ok". E dunque non resta che aspettare oggi pomeriggio sotto i riflettori, con un tempo che i meteorologi annunciano non perfetto (in arrivo altra neve). Solo oggi si saprà se Giorgio Rocca da Livigno è davvero il salvatore dello sci azzurro a Torino 2006, o se, invece, l'Italia dovrà archiviare un altro triste flop. Sinora, al Sestriere, l'esperienza olimpica di Rocca non è stata positiva. Ha gareggiato, infatti, nella combinata dove è finito quinto, ma a soli 7 centesimi dal podio. Una brutta figura rimediata sciando come un maestro di sci, non il Maestro che si era visto in questa stagione. Perfetto sugli sci ma poco aggressivo. Oggi dovrà cambiare ritmo perchè avrà davanti rivali che daranno l'anima ed anche qualcosa in più, pur di spuntarla su di lui e portarsi a casa la più prestigiosa delle medaglie. Kalle Palander, Bejamin Raich e Ted Ligety gli avversari più agguerriti.
Con Rocca per l'Italia in pista anche tre altoatesini doc: Manfred Moelgg, Patrick Thaler e Hannes Paul Schmid. Il primo soffre di mal di schiena da tempo. Gli altri due non hanno mai brillato in tutta la stagione se non in qualche pezzo di manche. Dunque, salvo un intervento provvidenziale dello stellone italico, non c'è da far conto su di loro. E cosi più che mai Rocca avrà tutta l'Italia dello sci alpino sulle spalle.
Ieri infatti buio assoluto anche dal gigante femminile. L' americana Julia Mancuso ha vinto l'oro, argento alla finlandese Tanja Poutiainen e bronzo alla svedese Anna Ottosson. Miglior azzurra Nadia Fanchini, ottava. Karen Putzer ha chiuso 14ª, uscite Manuela Moelgg e Denise Karbon.

Ivan Capovilla