Lione, un tacchino «ammalato» di H5N1
PARIGI. L'influenza aviaria potrebbe aver colpito per la prima volta un allevamento europeo. Un focolaio sospetto di H5N1 è stato trovato in un allevamento di tacchini nel dipartimento dell'Ain, vicino Lione nella Francia orientale, non lontano dalla zona paludosa in cui, proprio la settimana scorsa, furono trovati due uccelli selvatici contagiati. In attesa del responso dei test di laboratorio, undicimila tacchini sono stati abbattuti.
Mercoledi il virus H5N1, il ceppo letale anche per gli esseri umani, era stato trovato per la prima volta nella Ue in due polli morti in Austria, ma i due volatili erano in una riserva naturale e non in un allevamento e si erano contagiati perchè rinchiusi in una gabbia con un cigno malato. Quello francese, se i risultati dei test attesi per oggi dovessero confermare i sospetti, sarebbe quindi il primo caso di contagio in pollame d'allevamento in Europa. Ad annunciarlo sono state le autorità francesi e il presidente Jacques Chirac ha annunciato «la mobilitazione totale del governo e dei poteri pubblici». Campioni prelevati dai tacchini morti sono stati inviati al laboratorio di riferimento del governo in Bretagna. Nell'allevamento, situato vicino al villaggio di Joyeux, ieri è stata constatata una forte mortalità, che ha fatto insospettire i veterinari e temere l'arrivo dell'influenza aviaria. L'allevamento si trova nella zona in cui fu trovata, lo scorso 13 febbraio, un'anatra selvatica portatrice del virus altamente patogeno, primo caso nel paese. Immediate le misure d'emergenza predisposte: tutti gli 11 mila volatili dell'azienda sono stati abbattuti, l'allevamento è stato isolato, con la proibizione a chiunque di entrare o uscire se non per casi di estrema necessità e comunque dopo un'accurata procedura di disinfezione dei veicoli. Oltre alla zona di protezione, che misura un raggio di tre chilometri attorno al villaggio di Joyeux, è stato creato un perimetro supplementare di altri sette chilometri di vigilanza. Da Bruxelles è arrivato immediatamente il plauso della Commissione Europea per le autorità francesi che «hanno agito con rapidità». Ha invece dato esito negativo il test sulle anatre di un allevamento dell'isola tedesca di Ruegen, nel Mar Baltico, sospettate di aver contratto il virus che nella stessa zona ha già ucciso 103 cigni. Per precauzione si è comunque proceduto ad abbattere tutti i 50 animali del piccolo allevamento. Intanto il temuto H5N1 è arrivato in un altro Paese dell'Unione Europea, la Slovacchia, anche se per il momento risulta aver colpito soltanto l'avifauna selvatica: il virus è stato localizzato per la prima volta in due uccelli, un falco e uno svasso, che sono stati trovati morti nel sud-est nel Paese. In Grecia sono invece stati scoperti altri sette cigni infettati dall'H5N1. E dall'Africa arriva un Sos: ministri ed altri alti responsabili di 12 Paesi dell'Africa occidentale, riuniti in una conferenza a Dakar, hanno lanciato ieri un appello ai donatori internazionali perchè venga creato urgentemente presso la Banca africana dello sviluppo un fondo sub-regionale di prevenzione e lotta contro la febbre aviaria. (m.v.)