Ciampi: nessuno dimentichi la Shoah


ROMA.«L'Occidente difenda i suoi valori». Deciso a non raccogliere l'appello che Carlo Azeglio Ciampi lancia in mattinata all'inaugurazione del museo ebraico nella Sinagoga di Roma, dove accanto al capo della Comunità, Leone Paserman, e al Rabbino capo Riccardo Di Segni, invita «i popoli, le culture e le religioni a dialogare tra loro per conseguire il bene comune», Marcello Pera indossa i panni del crociato moderno e nel pomeriggio presenta il suo «manifesto per l'Occidente», apprezzato da Berlusconi e sottoscritto da 4 ministri (Buttiglione, Giovanardi, Moratti e Alemanno). Pazienza se il Capo dello Stato ricorda che per avviare il dialogo con il mondo dell'Islam sono necessari la «vicendevole conoscenza», il «reciproco rispetto», l'«accettazione dell'altro» e, rivolgendosi a chi nega l'Olocausto e le camere a gas, spiega che «nessuno» può dimenticare il «rastrellamento degli ebrei» e la «Shoah». Il presidente del Senato tira dritto e nel presentare il suo manifesto (nella sede dell'associazione stampa estera) assicura che dentro non c'è niente che richiami uno scontro di religione o di civiltà.
«Vogliamo richiamare la civiltà occidentale ai suoi fondamenti e fare in modo che non siano ammainati, in particolare quando sono attaccati dagli estremisti e dai fanatici islamici» spiega Pera, che cita Papa Benedetto XVI, ripete che l'«Occidente non ama più se stesso» e chiede più coraggio perché è «necessario rispondere alla sfida del fondamentalismo e del terrorismo islamico». Il presidente del Senato, che nega l'intenzione di voler creare un cartello elettorale in cui possano riconscersi tutti i cattolici, si dice impegnato a riaffermare i valori della civiltà occidentale e assicura che gli attacchi alle ambasciate e consolati «non possono» essere considerati la risposta alla provocazione dell'ex ministro Calderoli. «Le vignette o le magliette possono essere di cattivo gusto e sanzionate politicamente ma il fondamentalismo si stava già preparando e stava aspettando una scusa per dare fuoco alle polveri» spiega la seconda carica dello Stato. L'appello sottolinea la necessità di affermare il valore della famiglia quale «società naturale fondata sul matrimonio» da tenere «protetta e distinta» da qualsiasi altra forma di unione.
Il manifesto, che riceve il plauso di molti esponenti della Cdl viene definito «fondamentalista e pericoloso» dai verdi e dal Pdci mentre Romano Prodi preferisce commentare solo l'appello di Ciampi ricordando che «la vera Italia è sempre stata un paese di tolleranza e di fratellanza tra persone diverse e di diverse provenienze e paesi». A gettare benzina sul fuoco ci pensa invece la scrittrice Oriana Fallaci, che ha annunciato l'intenzione di preparare una vignetta su Maometto «con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubile e una cammella col burqa». L'annuncio non è affatto piaciuto al presidente dell'Unione musulmani d'Italia, Adel Smith, che ha annunciato la presentazione di una querela. A cercarela pace, almeno nella Cdl, sono invece i leghisti che due giorni hanno difeso Calderoli dagli attacchi di Fini. Il ministro Castelli assicura che con il leader di An «è tutto chiarito» e spiega che «il terrorismo islamico è come il nazismo».

Gabriele Rizzardi