Nel segno di Luca Coscioni

«Siamo profondamente commossi per la scomparsa di Luca Coscioni, che ci colpisce personalmente, umanamente e politicamente». Questo il messaggio inviato dallo Sdi Socialisti Democratici Sartiranesi e Lomellini - La Rosa nel Pugno all'Associazione Luca Coscioni.
Luca Coscioni è stato e rimarrà il simbolo di una coraggiosa battaglia per la vita, accompagnata da un forte impegno politico per la libertà della ricerca dalla quale possono nascere nuove speranze per vincere malattie gravissime, oggi incurabili. Luca Coscioni ha sostenuto con coraggio, intelligenza e passione, l'azione riformatrice dell'Associazione che porta il suo nome, dei radicali italiani e della Rosa nel Pugno, convinto fino in fondo che libertà significhi anche libertà di ricerca in nome del bene dell'uomo, della giustizia e del progresso, in un tutt'uno che non può essere separato per nessuna ragione politica o religiosa.
Ci avvicinammo alla storia di Luca Coscioni l'anno scorso, 2005, in occasione dell'organizzazione dei referendum tra cui quello sulla libertà di ricerca sulle cellule staminali. Iniziò un interscambio sul suo sito, dal quale lui rispondeva quotidianamente ai nostri quesiti e spronava le nostre iniziative.
Luca Coscioni, nato il 16 luglio 1967 ad Orvieto, insegnava Economia ambientale all'università di Viterbo e si stava allenando per partecipare alla maratona di New York quando venne colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. Scrive Luca nel suo diario: «Mi sono ammalato ed è come se fossi morto. Il deserto è entrato dentro di me, il mio cuore si è fatto sabbia e credevo che il mio viaggio fosse finito».
Luca Coscioni decide invece di candidarsi alle elezioni online per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, l'organo deliberativo del movimento politico noto per le sue battaglie per la laicità e i diritti civili, promuovendo una campagna contro il proibizionismo sulla ricerca scientifica. Viene eletto e i radicali fanno della battaglia per la libertà di ricerca sulle cellule staminali il tema centrale della loro campagna per le elezioni politiche del 2001.
Nonostante la sua fragilità, le condizioni impossibili della sua militanza politica, Luca divenne, sempre di più, con la sua forza, la sua determinazione, l'uomo radicale, mosso da una profonda convinzione e non per mera convenienza. José Saramago, Premio Nobel portoghese per la letteratura, sostenendo la candidatura di Luca Coscioni alle elezioni del 2001, scrisse: «... purchè la luce della ragione e del rispetto umano possa illuminare i tetri spiriti di coloro che si credono ancora, e per sempre, padroni del nostro destino. Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall'attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza. Grazie, per questo».
Luca ci ha lasciati la mattina del 20 febbraio. Alla famiglia di Luca, agli amici Radicali ed all'Associazione Coscioni, giunga tutta la solidarietà umana dei socialisti. Ma quanti Luca Coscioni dovremmo ancora ricordare e piangere prima che alla ricerca scientifica venga concessa la possibilità di salvare tante e tante vite umane? La libertà di ricerca scientifica è un diritto ed un dovere in ogni stato democratico. Italia compresa.
Gianluca CominettiSdi - La Rosa nel Pugno Sartirana