Caccia ai musulmani: 27 morti

ONITSHA (Nigeria). Dopo giorni di violenze contro la minoranza cristiana nel nord della Nigeria, nel sud dove invece i cristiani sono la maggioranza è giunta la reazione anti islamica: nella città di Onitsha sono stati massacrati una ventina di musulmani e migliaia di altri si sono dati alla fuga, due moschee sono state bruciate. Le violenze a Onitsha, nello Stato di Anambra, sono iniziate martedi.
Cioè quando folle di giovani cristiani armati di mazze, machete e altre armi bianche hanno attaccato i musulmani per vendicare le decine di loro correligionari uccisi nei giorni scorsi da fanatici musulmani in alcune regioni del nord. La scintilla che ha riacceso gli odi interreligiosi, mai sopiti del tutto nel Paese dell'Africa occidentale, è stata anche in questo caso la pubblicazione delle vignette di Maometto. Non c'è per ora un bilancio ufficiale delle violenze anti mussulmane a Onitsha. Secondo alcune testimonianze, ci sarebbero più di 30 uccisi e decine di feriti.
Ancora ieri a metà giornata alcuni responsabili militari della città non erano in grado di dare un bilancio preciso delle vittime, né di garantire che nella città fosse stato ristabilito l'ordine. Hanno solo detto che migliaia di musulmani si sono rifugiati dentro le caserme o i commissariati. Un giornalista della France Presse ha detto di aver potuto vedere ieri 19 cadaveri sul bordo della strada principale di ingresso in città all'altezza di un ponte sul fiume Niger. Alcuni cadaveri avevano i segni di bruciature, altri di colpi di machete. Attorno ai cadaveri erano sparsi i tipici zuccotti di preghiera che indossano gli Haussa, un'etnia del nord musulmana. In questo luogo un contingente di soldati ha eretto un posto di blocco per sbarrare l'accesso a centinaia di giovani cristiani che brandivano armi bianche. Dalla città escono a tutta velocità automobili civili piene di soldati che sparano in aria con i fucili d'assalto per disperdere la folla. Tony Iweka, un giornalista nigeriano riuscito a sfuggire alle violenze, ha detto di aver contato altri 15 corpi per le strade di Onitsha, alcuni evirati o decapitati. Moriri Abubakar, il capo della polizia di Asaba, una città sull'altra sponda del Niger, ha detto che almeno cinque musulmani sono stati uccisi anche in questa località dove hanno cercato rifugio migliaia di altri in fuga dalla vicina Onitsha. A Asaba tuttavia, ha detto l'uficiale, la situazione ora appare calma. In una clinica di Aasaba un responsabile ha detto di «aver ricevuto 41 feriti che hanno fratture, tagli, ferite di coltello». «Musa Dayyabu, un giovane fugigto a Asaba, ha raccontato che gli Haussa sono stati attaccati e le loro case sono state incendiate. «Ci sono molti morti, molti cadaveri nelle strade»; mentre una giovane sfuggita a un'aggressione ha raccontato di aver chiesto ai suoi assalitori perché fossero infuriati: «Perché hanno ucciso in nostri compagni nel nord», le hanno risposto.