Ingegneria andrà a Shanghai
MILANO. «L'Università e lo Iuss di Pavia attiveranno in una seconda fase alla Tongji University di Shanghai un indirizzo di ingegneria edile-architettura nell'ambito dei corsi di laurea in ingegneria dell'Università Italo-Cinese, che inizieranno a settembre». L'ha prospettato ieri il coordinatore del progetto Roberto Schmid, in margine alla firma degli accordi tra i ministri Moratti e Zhou Ji.
«La richiesta - ha detto ancora Schmid - è partita dalla stessa Tongji University, che manda da anni propri studenti a Pavia a frequentare il seminario internazionale di progettazione 'Cultura urbana e rinnovamento del paesaggio", che afferisce allo Iuss, e ha ospitato a Shanghai l'undicesima edizione svoltasi dal 5 al 17 settembre». Il seminario è diretto da Angelo Bugatti del dipartimento di ingegneria edile e territorio.
«La proposta dei cinesi - ha proseguito Schmid - testimonia il loro interesse a sviluppare relazioni anche con il sistema universitario pavese, nella cornice degli accordi sottoscritti tra i due governi, ed è da inquadrare nelle collaborazioni internazionali che Shanghai attiverà in vista della preparazione dell'Expo 2010, cui la metropoli sta già lavorando. Si prevedono in particolare profonde trasformazioni dell'area di Pudong, che è diventata uno dei simboli della Cina più avanzata».
Roberto Schmid, nella veste di direttore della segreteria tecnica del ministro Moratti e coordinatore scientifico del progetto Università Italo-Cinese, ha tenuto ieri, nella sede dell'Assolombarda, la relazione introduttiva. A settembre inizieranno i corsi in Ingegneria e in Economia e Management per studenti di entrambi i Paesi attraverso la collaborazione tra le Università Bocconi e Luiss, i Politecnic di Milano e Torino e le Università cinesi Tongji e Fudan, entrambe di Shanghai. Gli atenei di Pavia per ora non compaiono, ma gli sviluppi nel campo dell'ingegneria edile-architettura saranno oggetto di probabili protocolli d'intesa tra le due parti. E qui Pavia potrebbe trovare una collocazione.
Compare invece nel pool dei soggetti finanziatori un soggetto pavese, cioè la Fondazione Banca del Monte.
«In meno di un anno - ha detto Letizia Moratti - abbiamo raggiunto un risultato straordinario: oggi diamo vita a un'Università che, in maniera più strutturata rispetto ai tradizionali sistemi di mobilità di studenti, contribuirà alla formazione di una classe dirigenet cinese, legata al nostro Paese e al nostro sistema produttivo e che, al tempo stesso, formerà laureati italiani nei settori dell'economia e dell'ingegneria che conoscano il sistema Cina, a vantaggio delle imprese italiane».
Questo progetto è nato nel marzo 2005, è stato concordato a luglio con la firma del protocollo tra il ministro Moratti, accompagnato a Shanghai e Pechino da Schmid, e il ministero cinese dell'istruzione, e a tempi di primato vede la luce. «All'iniziativa dell'Università 'Campus Italo-Cinese - spiega il direttore dello Iuss - partecipano attivamente i politecnici di Milano e Torino e la Tongji University per quanto riguarda il polo di ingegneria, e le Università Bocconi, Luiss e Fudan per quanto riguarda il polo di economia. Hanno assicurato il loro sostegno al progetto, che sarà coordinato da una fondazione apposita, importanti aziende italiane come Finmeccanica, Telecom, Merloni, Fondazione Cariplo, Banca Popolare di Milano, Unicredit, Banca Intesa, Fiat, Mediaset, Fondazione Banca del Monte di Lombardia».
Nell'area dell'ingegneria vengono attivati due corsi di Bachelor (laurea italiana e Xueshi cinese), il primo in Ingegneria dell'informazione e il secondo di Ingegneria meccanica e della produzione, con doppio titolo. La durata del corso è di quattro anni per i cinesi, che entrano in Università con un anno di anticipo, e di tre anni per gli italiani. Primo anno in Cina, in cinese, con docenti cinesi e solo studenti cinesi. Secondo e terzo anno in Cina, con corsi in inglese tenuti da docenti italiani e cinesi. Quarto anno per tutti a Milano e Torino. Nell'area dell'economia e management, invece, vengono attivati corsi di secondo livello (master) con doppio titolo: laurea italiana e Shuoshi cines. Primo anno in Cina e secondo alla Bocconi o alla Luiss. A regime è previsto un ingresso di 100-120 studenti, metà italiani e metà cinesi.