Elezioni: per la nuova Dc c'è Martini In lista dopo Fiori punta alla Camera
PAVIA.«Per me è un onore. Non ho avuto esitazioni ad accettare questa candidatura». Franco Martini spiega con entusiasmo l'impegno a cui è chiamato: è stata ufficializzata la sua candidatura in Regione per le prossime elezioni politiche nella circoscrizione 3, quella che racchiude le Province di Pavia, Lodi Mantova e Cremona. La 'bandiera" è quella della Democrazia Cristiana per le Autonomie, il partito politico nato in origine come Associazione Democrazia Cristiana, fondata nel 2004 all'interno dell'Udc dal deputato Gianfranco Rotondi. La candidatura di Martini, in seconda posizione nella lista, potrebbe avere un risvolto importante: se il capolista Publio Fiori dovesse vincere a Roma o in provincia, un seggio in Parlamento per Martini sarebbe assicurato. Per l'assessore regionale Domenico Zambetti, che ha proposto la candidatura, «si tratta senza ombra di dubbio di un atto che rappresenta un grande valore aggiunto per la lista che la 'Nuova Dc" presenterà». Una candidatura alla Camera che significherà comunque un investimento anche nella città di Pavia. «E' un impegno di continuità importante - prosegue Zambetti - un cardine di riferimento soprattutto per la città. Sono certo che Martini riuscirà a dare visibilità e forza al partito. Sarà il capitano di una squadra compatta che farà della lealtà la sua bandiera».
Martini, dal canto suo, è felice di 'buttarsi" in questa nuova avventura. Ammette, anzi, che la competizione elettorale comincia ad essere quasi un 'secondo lavoro". «Certo sarà impegnativo - spiega Martini - ma sono onorato che l'assessore Zambetti mi abbia chiamato per formalizzare questa candidatura». In coerenza coi suoi trascorsi (Martini è stato anche vicepresidente della Provincia con An) pare esserci tutta l'intenzione di portare avanti un'idea della politica legata al quotidiano: «Preferisco le cose concrete, i fatti alle parole - commenta il candidato -. Forse è un atteggiamento che deriva dalla professione di medico che esercito. Una professione che ti impedisce di aspettare, bisogna agire. Ho intenzione di occuparmi della 'cosa pubblica" attraverso un profondo rispetto delle istituzioni e della legalità. Qualcuno, in passato, aveva tentato di infangare il mio nome. Ma alla fine la battaglia giudiziaria l'ho vinta io. E ora mi preparo ad affrontare la prossima sfida». (m. fio.)